Pdl, rispunta la lettera degli scontenti

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Secondo quanto anticipato dalle agenzie, un gruppo di “frondisti” avrebbe preparato un documento per chiedere al premier un passo indietro. L’avvocato-parlamentare Paniz: Berlusconi "ha sbagliato, ora tocca a Letta”. Poi fa marcia indietro

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Prima la notizia che un altro "fedelissimo" di Silvio Berlusconi, l'on. Maurizio Paniz, ha chiesto al premier di fare un passo indietro. Poi la parziale smentita. Infine, l'indiscrezione rilanciata dalle agenzie di stampa che annunciano che sarebbe rispuntata la lettera degli "scontenti" del Pdl, anticipata la scorsa settimana dall'ANSA, per chiedere un allargamento della maggioranza.
Sono ore convulse queste, che tradiscono i nervosismi all'interno del centrodestra.

Rispunta la lettera dei frondisti - Secondo quanto apprende l'Agi, un gruppo di "frondisti" del Pdl avrebbe preparato un documento per chiedere al premier Silvio Berlusconi un passo indietro, un nuovo esecutivo e l'allargamento della maggioranza. Nella lettera si farebbe riferimento alla necessità di approvare subito le misure chieste dall'Europa. Soltanto creando nuove condizioni, si sottolinea nella missiva, è possibile evitare le elezioni anticipate e salvare il Paese. A firmare il documento sarebbero stati una decina di deputati del Pdl. La raccolta firme sarebbe ancora in corso.

Paniz: Berlusconi ha sbagliato - Intanto, un altro “fedelissimo” di Silvio Berlusconi, l'on. Maurizio Paniz, prende le distanze dal premier - accusandolo d'aver sbagliato "a portare una commistione fra pubblico e privato" - e in un'intervista al sito "Ilnordest.eu" candida Gianni Letta alla guida di un governo del centrodestra che traghetti il Paese alle elezioni del 2013. Paniz esclude peraltro che Berlusconi possa essere nuovamente candidabile, aggiungendo di aver già espresso questo suo pensiero "a chi di dovere". 

La parziale smentita - Successivamente il deputato del Pdl - con una nota a Rainews - ha voluto precisare quanto affermato dicendo di ribadire "integralmente l'intervista rilasciata al quotidiano online del Nordest, erroneamente sintetizzata in lanci di agenzie. Confermo - spiega Paniz - di avere detto che il presidente Berlusconi ha perso parte del consenso elettorale e che la causa principale di tale perdita di consenso nell'elettorato può essere stata la commistione pubblico-privato. Ho precisato - prosegue - che il presidente Berlusconi, per autorevolezza e carisma, avrebbe continuato a guidare il Paese ma, se avesse ritenuto di fare un passo indietro, escludevo che la scelta opportuna sarebbe potuta essere quella di un governo tecnico. L'unica soluzione opportuna, nel caso di un passo indietro - che non chiedevo e non auspicavo - sarebbe un governo con questa maggioranza, guidato da una personalità di spicco della stessa. Tra i nomi ho indicato quelli di Gianni Letta e Renato Schifani".

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