Fini attacca il governo: “All’estero non si fidano più”

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Il presidente della Camera in un’intervista a il Messaggero accusa: “Troppe promesse a vuoto, Berlusconi non è più credibile”. In una lettera aperta a Repubblica Luca Cordero di Montezemolo chiede “subito un esecutivo di salute pubblica”. RASSEGNA STAMPA

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Un governo "debole e che non ha una maggioranza solida alle spalle", una "politica economica confusa" e un "Parlamento bloccato" contribuiscono a determinare la crescente sfiducia internazionale nei confronti dell'Italia. Il presidente della Camera Gianfranco Fini in un'intervista a il Messaggero accusa il governo: "Troppe promesse a vuoto, all'estero non si fidano più” dell'Italia. Il leader di Fli punta il dito contro quella parte di maggioranza che osteggia lo spirito europeista e parla di "pulsioni antieuropee tese a trovare un nemico di comodo" e dell'impressione "che qualcuno tenda a scaricare sulla Ue il peso di scelte che in realtà dovevano essere fatte in modo autonomo e già da tempo da parte della nostra classe dirigente". E sull'allarme terrorismo lanciato dal ministro del Welfare Sacconi, Fini avverte: "Se non ha qualche elemento più concreto le sue parole sono gravi e spero che nei prossimi giorni spieghi meglio il suo pensiero".

In una lettera aperta al direttore del quotidiano la Repubblica Luca Cordero di Montezemolo chiede un esecutivo di salute pubblica che salvi l’Italia. "Caro direttore, l'ingresso in campo del Fondo monetario internazionale e i rendimenti dei Btp al 6 per cento, indicano che siamo ormai al punto di non ritorno. Non c'è più un minuto da perdere. Sono in gioco i risparmi degli italiani, la tenuta sociale e la permanenza dell'Italia nel sistema dell'Euro" scrive il presidente di 'Italia Futura' che lancia la sua ricetta per "salvare l'Italia" e incalza: "il tempo è scaduto, Berlusconi lo capisca". E inizia la sua lucida analisi politica: "Da maggioranza e opposizione non arrivano risposte adeguate. Il governo è paralizzato da conflitti interni. L'opposizione ha una linea di politica economica confusa e non è in grado di garantire quanto richiesto dall'Europa. Le elezioni non rappresenterebbero quindi una soluzione e paralizzerebbero il paese". Per l'imprenditore "le tensioni che percorrono l'Italia" oggi non consentono di affrontare i problemi con "soluzioni parziali" e il Paese rischia di "esplodere". L'unica soluzione èaffrontare subito "le misure prioritarie condivise" da cittadini ed esponenti politici moderati e riformisti. Poi l'appello-ammonimento al premier: "Il presidente del Consiglio deve rendersi conto che l'unica strada per salvare il paese passa oggi attraverso un governo di salute pubblica". E conclude: "Se Berlusconi continuerà ad anteporre le proprie ambizioni al bene dell'Italia, e se la sia maggioranza lo asseconderà in questa pericolosa scelta, si concluderà nel peggiore dei modi un percorso politico che ha ombre e luci, ma che non merita di affondare nello spirito del dopo di me il diluvio".

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