Impegni Ue, Berlusconi: se serve metteremo la fiducia

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Il premier al Corriere: "Entro il 9 e 10 novembre presentermo il nostro programma alle Camere". Fmi e Unione Europea studiano un piano anti-contagio per salvare Italia e Spagna. E intanto, nota La Stampa, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti tace

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"Il Parlamento deve rendersi conto che abbiamo presentato al Consiglio europeo un programma vincolante, sono pronto a chiedere la fiducia, se necessario". Silvio Berlusconi in un colloquio con il Corriere della Sera ribadisce che la legislatura durerà "fino al 2013" e annuncia che presenterà alle Camere, il 9 e 10 novembre, il suo programma. Un calendario di appuntamenti che punta "entro giugno" al "pareggio di bilancio" (guarda nel video in alto la rassegna stampa).

Il debito andrà ridotto di 35 miliardi l'anno -
Sempre sul quotidiano di via Solferino però emergono nuovi dettagli sulle richieste avanzate dall'Unione Europea nei confronti dell'Italia. "Il punto centrale delle conclusioni del Consiglio europeo riguarda il debito pubblico - scrive Federico Fubini -. Il vertice di Bruxelles prende nota con favore delle misure italiane per il pareggio di bilancio nel 2013 e per un surplus nel 2014. Poi però cita un obiettivo numerico che nella lettera della Bce di agosto, quella firmata da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, non compariva: 'Generare una riduzione del debito pubblico lordo al 113% del Pil nel 2014'". A conti fatti vuol dire che l'Europa chiede che l’Italia riduca il rapporto fra debito del 2,3% del Pil ogni anno: "sono circa 35 miliardi ogni anno". Dunque, aggiunge Fubini: "L’Italia è appesa a un nuovo metro di giudizio, e non è detto che sia già sulla strada giusta per centrarlo, visto che la crescita appare già deludente rispetto alle ultime stime".

Il "no comment" di Tremonti -
Intanto sui giornali di domenica 30 ottobre, fa discutere il piano anti-contagio che Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea starebbero studiando per salvare Italia e Spagna. Secondo La Repubblica il presidente del Consiglio avrebbe liquidato come voci "prive di riscontri" quelle circolate sulla rete di salvataggio". "Nel suo entourage - scrive il quotidiano - in molti ritengono che dietro questo affondo ci sia ancora la forte ostilità di Parigi". Nel suo retroscena, La Stampa si concentra invece sul "no comment" del ministro dell'Economia: "L'antipatia che Tremonti ha guadagnato presso una parte della maggioranza fa sì che i suoi timori siano trattati come quelli di un disfattista, più concentrato nel precostituire le condizioni di una crisi piuttosto che il bene dell'Italia".

Alfano: "L'agenda europea si farà a Palazzo Chigi" -
Degli impegni dell'Italia parla anche Angelino Alfano in un'intervista al Messaggero: "L'agenda europea si farà a Palazzo Chigi", spiega il segretario del Pdl sottolineando che per l'Economia sarà il premier in persona a gestire la nuova fase dopo la lettera di intenti a Bruxelles, mentre "chi scommette" sulla caduta di Berlusconi "ha perso".
Alfano rassicura sulla tenuta del governo: "E' possibile che ci siano ragioni di disagio" nella maggioranza, spiega, ma "se valutiamo politicamente i fatti e non le lettere anonime la maggioranza parlamentare è forte". Un episodio, quello della lettera degli "scontenti" che è rimasta appunto una "lettera anonima", un caso nato "dentro un'atmosfera che all'inizio della settimana avvolgeva il governo". "E' nato un lavorio nell'ombra, nel tentativo di produrre qualche gesto traumatico", ma oggi - afferma il segretario Pdl - "questo piano, se pure c'è stato, deve fare i conti con un vero programma di governo e con l'avallo delle istituzioni europee".

Il Giornale: "Quel bidone di Euro" - Ma sui quotidiani di domenica 30 si continua anche a discutere delle parole (poi corrette) di Silvio Berlusconi sulla moneta unica ("non ha mai convinto", aveva detto il premier). Il Giornale della famiglia Berlusconi titola a tutta pagina "Quel bidone di Euro. La moneta unica è stata una fregatura". Più duro Mario Monti che in una lettera al premier pubblicata in prima pagina sul Corriere della Sera scrive: "In Europa e nei mercati, affermazioni di questo tipo accrescono i dubbi sulla convinzione e la determinazione del governo italiano. Già due giorni dopo le decisioni di Bruxelles, i titoli italiani hanno fatto fatica a trovare collocamento. Ad ogni rialzo dei tassi, dovuto a scarsa fiducia nell’Italia, Lei finisce per imporre sacrifici ancoramaggiori agli italiani. Anche le parole non sorvegliate hanno un costo".

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