Lavoro, Sacconi: "Più forza a part time e apprendistato"

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Lo dice il ministro al Corriere della Sera. Silvio Berlusconi in una lettera al Foglio e Il Giornale: "La polemica sui licenziamenti facili è figlia di una cultura ottocentesca". Fini: "Così più disoccupati"

Non solo "rivedere le norme sui licenziamenti per motivi economici", ma "contrastare l'abuso dei contratti co.co.co. e dei tirocini", "promuovere il lavoro giovanile con l'apprendistato e quello femminile con i contratti di inserimento part time", "aumentare l'occupazione nel Sud col credito d'imposta a valere sul Fondo sociale europeo". Sono le proposte per il mercato del lavoro che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si prepara a presentare alle parti sociali. La trattativa, spiega al Corriere della Sera, sarà aperta "presto, nei prossimi giorni".

Berlusconi: "I licenziamenti facili non esistono" -
Sulla riforma del mercato del lavoro è tornato anche Silvio Berlusconi con una lettera pubblicata dal Foglio e dal Giornale: "La polemica sui 'licenziamenti facili" è figlia di una cultura ottocentesca che ignora i cambiamenti del mercato mondiale ed è oltraggiosa per l'intelligenza degli italiani", scrive Berlusconi che ricorda: "già ora nelle aziende con meno di 15 dipendenti, dove lavora circa la metà degli occupati, non vige la giusta causa.

Casini: "Più flessibilità con un nuovo welfare" -
Da Pier Ferdinando Casini arrivano segnali di apertura sui licenziamenti. "Dico sì a una riforma purché‚ sia accompagnata da un paracadute, un ammortizzatore sociale come il salario minimo", sice il leader dell'Udc in un'intervista al Sole 24 Ore a proposito della lettera d'intenti per la crescita presentata dal Governo all'Unione europea.

Fini: "Così più disoccupati"
- Bocciatura delle nuove norme invece dal presidente della Camera Gianfranco Fini. "Se come mi sembra di aver  capito, si tende soltanto a favorire la possibilità di licenziare, corriamo il rischio di veder moltiplicare il tasso di disoccupazione che da qualche anno a questa parte sta crescendo e che riguarda in particolare un'area del Paese" ha detto concludendo a Firenze il primo congresso regionale di  Futuro e libertà.

Berlusconi contro l'euro. Ciampi: "Se non ci fosse la moneta unica saremmo in guai più seri" - Fa discutere intanto la dichiarazione (poi corretta) del presidente del Consiglio a proposito dell'euro: "Non ha mai convinto", aveva detto Silvio Berlusconi. "Se non ci fosse la moneta unica, saremmo in guai molto più seri", dice Carlo Azeglio Ciampi in un colloquio col Sole 24 Ore. Sulla stessa linea Romano Prodi: l'introduzione dell'euro è stato come "un treno preso al volo con un pizzico di irrazionalità ma tanta visione storica". dice l'ex premier in un'intervista  estratta dal libro "La moneta della discordia" di Giovanni Moro, e  riportata su La Stampa.

Confalonieri: "Silvio dice una cosa che tutti pensano" - A sostenere il premier è invece il presidente di Mediaser, Fedele Confalonieri: "Berlusconi è tornato ad essere Berlusconi", spiega al Corriere. Sull'euro, sostiene Confalonieri, il presidente del Consiglio dice "una cosa che pensano tutti, solo che lui lo dice, perché‚ non è ipocrita. O forse perché‚ non ha la qualità dell'ipocrisia, che in politica passa per essere una dote".

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