Licenziamenti, ecco come funziona in Europa

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Nella lettera inviata a Bruxelles il premier Silvio Berlusconi promette di introdurre la possibilità per le aziende di interrompere con maggiore facilità i rapporti di lavoro “per motivi economici”. Normative simili sono già adottate in molti Paesi

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Il governo, nella lettera che ha inviato all’Ue, si impegna a riformare i licenziamenti per motivi economici, che nel nostro ordinamento sono già previsti nei casi di crisi aziandale per interi rami di azienda, non per singoli lavoratori.
Clausole simili sono già in uso in altri Paesi europei.  In Francia, ad esempio, esiste il contratto a tempo indeterminato ed è stata già introdotta la possibilità di chiudere un rapporto di lavoro “per motivi economici”.  Non esiste però nessuna imposizione al reintegro in caso di licenziamento illegittimo che viene risolto con un risarcimento che va dalle 6 alle 24 mensilità.
Anche la giurisprudenza tedesca prevede il licenziamento per motivi economici. Qui, in caso di  licenziamento illegittimo, la reintegra esiste anche se si preferisce applicare una transazione o un incentivo all'esodo, onde evitare che il provvedimento sia dichiarato invalido.
In Spagna è prevista la possibilità di recidere un contratto a tempo indeterminato per motivi economici o, come dicono loro, per "forza maggiore". E’ previsto anche il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato a cui, però, l'azienda può opporsi e, in alcuni casi, essere obbligata a versare, oltre ad una indennità, 45 giornate lavorative per ogni anno di anzianità in azienda.
Situazione molto diversa in Inghilterra dove di fatto il contratto a tempo indeterminato, così come lo intendiamo noi, non esiste.

Il professor Vallebona spiega a SkyTG24 come funziona la normativa in Italia:


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