Scontro col governo, lasciano gli assessori Pdl del Lazio

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La decisione arriva dopo che l'esecutivo ha impugnato il piano casa della giunta Polverini. La governatrice: "Ci sono ostili. Faremo appello alla Corte costituzionale"

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Scoppia la guerra tra la regione Lazio e il governo di Silvio Berlusconi. Gli assessori della giunta guidata da Renata Polverini hanno "rassegnato le dimissioni" rimettendo in mano alla governatrice le proprie deleghe. Una decisione che arriva dopo che il consiglio dei ministri ha impugnato il "piano casa" della regione. I nodi da sciogliere, secondo il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, riguardano "tre profili specifici di problematicità, sollevati in due casi dal Ministero della Cultura ed in uno dal Ministero dell'Ambiente".

Una scelta però che in una nota viene giudicata incomprensibile dagli assessori, secondo cui in questo modo si mette "in discussione uno dei punti qualificanti del programma elettorale del Popolo della libertà sia a livello locale che nazionale". Ancora più duro il commento di Renata Polverini, secondo cui "in questo momento c'è un atteggiamento ostile del governo Berlusconi a questa Regione". "Voglio sperare -  ha spiegato la governatrice nel corso di una conferenza stampa - che ciascun ministro abbia agito rispetto all'impugnativa  nell'ambito delle proprie competenze ma nello stesso tempo voglio fare un appello affinché questa Regione non venga privata di uno strumento di rilancio per lo sviluppo del territorio". 

"Le dimissioni degli assessori del Pdl - ha spiegato la Polverini - sono un atto politico forte nei confronti del loro partito. Le dimissioni le ho io nelle mie mani. Attenderemo il confronto per decidersi il da farsi". Da parte sua la regione Lazio ha comunque intenzione di appellarsi alla Corte Costituzionale per chiedere un conflitto di competenza.

Una presa di posizione che mette in discussione anche il rapporto fiduciario tra Silvio Berlusconi e la stessa Polverini, che non ha mancato di ricordare quando, insieme agli altri candidati governatori, il 20 marzo del 2010, aveva letto i "dieci comandamenti" in Piazza San Giovanni (GUARDA I VIDEO). Allora, ha detto la governatrice, "siamo stati sbeffeggiati". "Anche se era  una scena particolare, ho creduto che dietro la forma ci fosse la  sostanza. Ma alcuni di quei comandamenti già sono stati infranti". 
"Certo - conclude con amarezza la Polverini - il presidente Berlusconi che dal  palco di piazza San Giovanni ci faceva fare il giuramento anche sul  piano casa, ieri avrebbe dovuto mostrare una posizione più ferma".

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