I militanti Pdl: "Silvio, se tocchi le pensioni perdi voti"

Il manifesto lanciato sui social network da Generazione Futuro, il movimento giovanile di Fli
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Coro di no in Rete all'ipotesi di una riforma previdenziale. I padani invocano la secessione, mentre gli elettori 'azzurri' avvertono il premier: "Se alzi l'età, non ti votiamo più". E i finiani lo sfidano: "Via a 67 anni? Berlusconi, cosa aspetti?"

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di Serenella Mattera

“Non toccate le pensioni!!! La gente si sta stufando!!”. L’avvertimento che non ti aspetti, arriva non dalle fila leghiste, non dai militanti padani o dai duri e puri della sinistra. Ma è un messaggio rivolto a ‘Silvio’ direttamente dai militanti Pdl, sulla bacheca virtuale Spazio azzurro, luogo di ritrovo on-line dei sostenitori di Berlusconi. Un altro ostacolo per i piani di riforma previdenziale del premier. Perché, avvertono, il rischio è quello di “perdere una valanga di voti”.

SFOGATOIO ‘AZZURRO’ – Si è trasformato in un vero e proprio sfogatoio, nelle ultime ore, lo spazio on-line degli elettori di Silvio Berlusconi. No ai “ricatti” dell’Europa: le pensioni “non si toccano”, si ribellano i militanti. E sembra di sentire gli amici leghisti. Soprattutto se c’è chi invoca: “Torniamo alla lira e lasciamo questa Ue fallimentare”. O chi se la prende con gli immigrati: “Ci sono milioni di extracomunitari che vivono di sussidi o rubando e hanno la sanità gratis. E voi aumentate l’età pensionabile?”.
Non manca, a dire il vero, chi spalleggia il premier. Ma appaiono una minoranza, rispetto a coloro che invece minacciano di togliergli il voto, nel caso andasse avanti nei suoi propositi. Un ‘deluso’ di Bologna scrive: “Ho 53 anni e 34 di contributi. Pensare di lavorare fino a 67 anni mentre Cicciolina percepirà 3000 euro al mese mi viene male. Mai più voto Pdl (e tutta la mia famiglia è con me)”. “Se dovete toccare le pensioni toccate le vostre”, scrive un altro. E Massimo avverte il Cavaliere: “Fai attenzione, non fare stupidaggini, non cadere nella trappola di Fini, di Casini e della sinistra. Lascia stare le pensioni, rischi di perdere una valanga di voti”.

“PENSIONE AI PADANI O SECESSIONE” – Intanto, dalle pagine Facebook dei militanti padani, riecheggia il veto alla riforma già espresso dai politici nazionali della Lega. “Chi va in pensione ci va perché ha versato una marea di soldi e con la pensione non gli viene restituito neppure la metà di quello che ha versato – scrive il gestore della pagina di Radio Padania Libera – Ora vorrebbero fregarci aumentando il numero di anni e l’età in cui ci restituiscono le briciole di quello che abbiamo versato? Ve lo do io il modo per risolvere ogni problema: la secessione della Padania. Se ci teniamo i nostri soldi, invece di regalarli, possiamo andare in pensione quando ci pare”.

Le voci del leghisti a Radio Padania:



“IN PENSIONE ANCHE BERLUSCONI” – Mentre in Parlamento il Terzo polo si schiera su una posizione più dialogante sul sistema previdenziale (ma non smette di chiedere le dimissioni del premier), su Internet sfoderano invece l’arma dell’ironia i militanti di Generazione Futuro, movimento giovanile di Futuro e libertà. E diffondono un manifesto con al centro un sorridente Cavaliere e attorno la scritta: “Berlusconi: ‘In pensione a 67 anni’. Ok, ma allora tu cosa stai aspettando?”.

“MEDITA, PD” – “Portate la pensione a 67 anni a sarà guerra!”. C’è chi, come Franco, non usa mezzi termini sulle pagine Facebook del Partito democratico. Anche se non mancano voci democrat favorevoli a una riforma del sistema previdenziale. Come quella dell’associazione TrecentoSessanta, vicina a Enrico Letta, che afferma: “Dobbiamo cambiare le pensioni, per aiutare i più giovani. Ma prima aboliamo i vitalizi dei parlamentari: basta casta”.
Ma tra i militanti del centrosinistra sembra ancora prevalere l’orientamento di chi vuol difendere i diritti dei pensionati. “E' mai possibile – scrive Marisa – che in Italia l’unico problema sono i pensionati? Dove sta il rinnovamento? Quanto dovranno ancora lavorare i poveri operai alla catena di montaggio?”. E Marcella, abbracciando un’istanza decisamente bipartisan: “Noi in pensione a 67 anni e i parlamentari da quando ne hanno 50, magari con tre pensioni? No!”. “Non votate a favore – scrive Stefano – Pensate a chi ha iniziato a 15 anni, adesso ne ha 55, ma è logoro. Medita, Pd. Medita”.

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