Il Cdm va a vuoto, sulle pensioni il governo resta diviso

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Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro che avrebbe dovuto decidere sulle misure da adottare per rispondere alle richieste dell’Ue. Berlusconi tratta con Bossi. Letta: rischiamo di andare allo sbaraglio a Bruxelles

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(in fondo al pezzo tutti i video sulla crisi)

Un buco nell’acqua. Il Cdm straordinario, convocato d’urgenza per far fronte alle richieste dell'Unione Europea, si è concluso con un nulla di fatto (leggi il comunicato di Palazzo Chigi). Rimane il nodo delle pensioni. Saranno Silvio Berlusconi e Umberto Bossi a trattare sul tema, il consiglio dei ministri infatti non ha preso alcuna decisione in merito. All'orizzonte, spiegano fonti ministeriali, nuovi incontri per sbrogliare la matassa.
Intanto, già nella serata di lunedì, al termine dell'incontro tra i ministri a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio si è fermato a cena con il ministro dell'economia Giulio Tremonti e i ministri della Lega, Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli.
Ma la situazione potrebbe

Berlusconi spinge sulla riforma delle pensioni - Chi mi attacca ogni giorno non riuscirebbe mai a mettere insieme una maggioranza parlamentare in grado di compiere quelle scelte storiche che ci consentiranno di uscire dalla crisi. Sarebbero state queste le parole pronunciate da Silvio Berlusconi, durante il Cdm, secondo fonti governative.
Il capo del governo ha ripercorso quanto avvenuto a Bruxelles confermando di avere avvertito nei confronti dell'Italia un clima "ostile". Ma l'assunto che la crisi sia determinata da me o dall'Italia, ha affermato, è assurdo perché le cose non stanno così. Il Cavaliere ha quinti riassunto le misure chieste dall'Europa citando in particolare la riforma delle pensioni, le liberalizzazioni, il lavoro e le privatizzazioni e auspicando che queste misure siano condivise da tutti.

Gianni Letta: rischiamo di andare allo sbaraglio - Dopo l'intervento del capo del governo ha preso la parola il sottosegretario Gianni Letta sottolineando la necessità di mettere nero su bianco le misure per consentire al presidente del Consiglio di andare a Bruxelles con qualcosa da mettere sul tavolo dell'Ue. Altrimenti, il rischio sarebbe di andare allo sbaraglio, avrebbe detto Letta.

Lo scetticismo di Tremonti - E' stato quindi il turno di Giulio Tremonti, che, a detta dei presenti, è rimasto molto più sul vago parlando in generale di quello che si potrebbe fare. Più di qualche ministro ha avuto l'impressione che il ministro dell'Economia frenasse sulla possibilità che il governo vari entro mercoledì le misure. Nessun leghista ha voluto prendere la parola, ad eccezione di Umberto Bossi che ha sottolineato la necessità di dare risposta ai problemi del Paese, ma precisando che per farlo sono necessarie soluzioni che vadano bene a tutti.

La Lega non arretra - La Padania, quotidiano della Lega, non lascia dubbi sulla posizione del Carroccio per quanto riguarda le pensioni. Il titolo del quotidiano, che in edicola martedì 25 ottobre, è: "Scontro finale sulle pensioni". Il sommario afferma: "Oggi il D-day. No all'innalzamento dell'età pensionabile. La Lega non arretra di un passo, coerente con la posizione già espressa con la manovra di agosto".
La Padania pone in prima pagine anche il virgolettato di Rosi Mauro, segretario generale del sindacato padano: "Adesso basta. E' arrivato il momento di smetterla di mettere le mani nelle tasche dei lavoratori e dei pensionati".

Le indiscrezioni sulla bozza - Sarebbero 12 le sanatorie previste nella bozza del decreto sviluppo esaminata dal consiglio dei ministri straordinario, convocato a Palazzo Chigi alle 18 di lunedì 24 ottobre, iniziato verso le 19 e terminato dopo un'ora e mezza di confronto. E' quanto emerge da alcune indiscrezioni che il governo e il Ministero dello Sviluppo hanno però immediatamente smentito.
Dalle voci che erano filtrate, si parlava della possibilità di integrare le dichiarazioni relative ai periodi di imposta per i quali i termini di presentazione sono scaduti entro il 30 settembre 2011, della definizione delle liti pendenti con il pagamento di somme di denaro, della riduzione delle sanzioni e degli interessi dovuti per i ritardati pagamenti di tributi locali fino alla regolarizzazione del canone Rai e dei manifesti politici abusivi.
Non solo: l'aliquota Iva relativa all'acquisto dell'abitazione principale da parte di giovani al di sotto dei 40 anni e titolari di reddito da lavoro parasubordinato fissata nella misura dell'1% e agevolazioni Irpef per gli studenti lavoratori. Anche queste novità sarebbero incluse nella bozza del decreto sviluppo.

Dalle risate di Sarkò alle frizioni con la Lega
- Dopo l'imbarazzo (e il sarcasmo) di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel davanti alla credibilità del governo italiano, Silvio Berlusconi, che ha rinunciato a partecipare alla prevista udienza al processo Mills, cerca di dare una nuova accelerata al piano di riforme e mette al centro dell'incontro tra ministri la riforma delle pensioni. L'intenzione del premier sarebbe quella di alzare l'età pensionabile a 67 anni, un'idea che per la Lega è un tabù. Ancora domenica 23 ottobre da Bruxelles, il Cavaliere spiegava che nell'Unione Europa "si è parlato di un'uguale età pensionabile per tutti", ricordando però che "Bossi ha a cuore i pensionati. Ma questo non collide. Gliene parlerò".

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