Wikitalia: cambiare la politica, a partire dalla Rete

1' di lettura

Una trentina di appassionati di opengov e un progetto ambizioso: un portale che offra agli enti pubblici gli strumenti per rendere più trasparenti e condivise le loro scelte. Applicazioni iPhone, raccoglitori di idee, dati aperti: tutto a portata di click

Leggi anche:
Su Twitter il programma degli utenti
Cagliari: l'"ideario" degli utenti per la nuova giunta
Politica 2.0? In Italia è quasi solo marketing elettorale
Sindaco-Facebook, nei comuni medio-piccoli va un po’ meglio

di Giulia Floris

Migliorare la politica, a partire dalla Rete. E’ il progetto, ambizioso, di Wikitalia: una piattaforma web, che si richiama nel nome al metodo partecipativo di Wikipedia, e che  aspira a raccogliere tutte le pratiche di trasparenza, open data, democrazia partecipata del nostro Paese, per metterle a disposizione degli enti locali che vogliano usufruirne.

Una serie di strumenti (già esistenti o da inventare) che vanno dalle applicazioni iPhone per segnalare i problemi della città, agli strumenti online a disposizione dei cittadini per dire la propria agli amministratori (come le hashtag su twitter sindacosentilamia e "l’ideario" creato per raccogliere i suggerimenti dei cittadini di Cagliari), fino alla pubblicazione di dati della pubblica amministrazione, consultabili dai cittadini.

Tra i promotori di Wikitalia (una trentina, tutti attivi nel campo dell’open gov e dell’open data), c’è anche Riccardo Luna, giornalista, primo direttore dell'edizione italiana di Wired. "Abbiamo preso spunto da quello che in altre parti del mondo, come gli Usa, succede già. Siamo davvero convinti – racconta a Sky.it - che pratiche di buona politica possano passare per la Rete. Decisioni prese consultando i cittadini, sulla base dati resi pubblici, sono decisioni più trasparenti e di conseguenza migliori, con più efficienza e meno costi".

In attesa della presentazione ufficiale, il 14 novembre, Wikitalia ha già avuto contatti con tanti enti locali: "Le reazioni sono state entusiaste" racconta Luna, e in tre casi: Firenze, Torino e Matera i semi della collaborazione sono già stati piantati.
Wikitalia, nel fornire agli enti che aderiranno al progetto strumenti che mirano a creare una "democrazia aumentata", come la chiama Luna, si propone anche di mettere a disposizione dei Comuni le figure di due civil hackers per un anno, pagati con delle borse di studio: "I software - spiega infatti Luna - non possono cadere dall’alto, servono degli esperti che lavorino a fianco delle amministrazioni".

Per quanto riguarda poi il finanziamento di Wikitalia: "Ci sono tante aziende - dice Luna - che hanno detto di essere disponibili a finanziarci, ora vedremo. Alle spalle abbiamo solo il nostro entusiasmo: le persone che lavorano a questo progetto finora se ne sono occupate, nel silenzio, solo per passione".

Un altro dei promotori, Andrea Di Benedetto, presidente di Linked Open Data Italia, (associazione che ha collaborato coi Radicali alla pubblicazione dei dati sul bilancio della Camera e che presenta in queste ore, insieme a Openpolis, all'opengovdatacamp di Varsavia, la pubblicazione di tutti i bilanci dei comuni italiani), insiste sul contributo che tutti possono portare al progetto: "Il co-inventore del web e padre del linked open data Tim Berners Lee - spiega - ha sempre sottolineato il fatto che è importante che la pubblica amministrazione renda pubblici i dati, poi sono i cittadini, le aziende, che creano le applicazioni, che inventano delle soluzioni per leggere i dati e farne uso: non bisogna avere paura del contributo dei privati". Di Benedetto spiega anche l'importanza dell'incrocio (mash-up) dei dati che vengono pubblicati in un formato chiamato Rdf, leggibile in automatico dai computer, con una possibilità straordinaria di confrontare informazioni: "A titolo di esempio - dice - si può pensare a come informazioni sull'inquinamento, incrociate con quelle sulla salute, potrebbero mostrare chiaramente, e con un'operazione rapidissima, l'incidenza di certe malattie nelle aeree più inquinate".

Ma in Italia la strada da fare, per una democrazia partecipata e una disponibilità su larga scala di "dati aperti", è ancora lunga: "Un esponente del governo, il ministro Brunetta - dice Luna - ha pronunciato la parola open data per la prima volta martedì", finora non si è fatto nulla. Il nostro è un progetto ambizioso, ma ci piace provarci". L’appuntamento, per la presentazione ufficiale di Wikitalia è il 14 novembre, intanto ci si può ritrovare online su facebook, twitter e iscrivendosi alla mailing list di Wikitalia.

Leggi tutto