Il tribunale del Lavoro dice no ai ministeri al Nord

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Per il giudice, la decisione di aprire le nuove sedi presa dalla presidenza del Consiglio, senza concertazione con i dipendenti, è "antisindacale". Ma per il ministro Calderoli (Lega Nord) i locali di Monza "non chiuderanno"

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Il tribunale del Lavoro di Roma dice no ai ministeri nella villa Reale di Monza. Il giudice del lavoro Anna Baroncini ha annullato infatti l'apertura delle sedi distaccate del ministero delle Riforme e di quello della Semplificazione amministrativa, accogliendo il ricorso di del Sindacato nazionale autonomo della Presidenza del Consiglio. Lo ha annunciato lo stesso sindacato in un comunicato. La decisione del giudice, ha detto il Sipre, è motivata
dalla "antisindacalità" della decisione della Presidenza del Consiglio, attraverso appositi decreti, attuata senza preventiva consultazione e concertazione coi sindacati più rappresentativi del settore.

Alla decisione del giudice, seguono una dopo l’altra le dichiarazioni politiche. “La decisione del tribunale di Roma che ha cancellato lo spostamento dei ministeri a Monza pone fine  all'ennesima farsa messa in scena da Bossi" commenta Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd. "Il vero problema – continua - sono i  soldi pubblici sperperati per i giochini della Lega. Ora chi  rifonderà gli italiani per questo spreco di danari pubblici?".

“Ho letto la notizia con dispiacere, anzitutto voglio capire che cosa vuol dire comportamento antisindacale: mi sembra comunque una cosa molto ad effetto più che una decisione concreta" attacca il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni. "Avere i ministeri a portata di mano sul territorio e' utile e interessante per tutti. Serve - ha aggiunto Boni - per interloquire con il territorio, molti altri paesi lo hanno fatto con successo. Qui ci sono saltati addosso subito".

In ogni caso, per il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, le sedi per ora non chiuderanno.  I ministeri "non chiudono – ha detto Calderoli - ci consulteremo con la Presidenza del Consiglio ma per me quel che deve essere affrontato e rimosso sono gli eventuali problemi sindacali". In serata interviene anche Bossi: "Il problema sono i lavoratori. Noi non abbiamo spostato nessun lavoratore da Roma. Quindi non ci riguarda".

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