Ultimatum delle imprese al governo: "Tempo scaduto"

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Abi, Confindustria, Ania chiedono una reazione all'esecutivo e propongono tagli alla spesa pubblica e riforma delle pensioni. Ma il premier risponde: "Non ci sono soldi, stiamo cercando di inventarci qualcosa". VIDEO

Berlusconi: "Da Bagnasco nessuna spallata al governo"

"L'Italia ha mezzi e risorse per risalire la china ma il tempo è scaduto". Il nuovo appello firmato da Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative, Abi e Ania è indirizzato al governo e ha il sapore di un ultimatum.
Ad oggi, affermano le stesse organizzazioni, "nessuna reazione concreta è seguita da parte del Governo e nessun dialogo è stato aperto". "Il ritardo che stiamo accumulando - incalzano - sul fronte del rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese".

A stretto giro di microfono, arriva la replica del governo. Nel giorno in cui tranquillizza sulla stabilità dell'esecutivo, è lo stesso Silvio Berlusconi ad ammettere le difficoltà  sul decreto sviluppo. Conversando con i giornalisti, conferma che il nodo riguarda la possibilità di impegnare nuove risorse pubbliche. "Stiamo riflettendo, soldi non ce ne sono. Stiamo cercando di inventarci qualcosa" dice senza troppi giri di parole.

Intanto, le imprese chiedono tagli alla spesa pubblica e una riforma previdenziale che preveda di elevare a 65 anni dal 2012 l'età per il pensionamento di vecchiaia delle donne del settore privato come avviene per il pubblico e di abolire l'attuale regime per le pensioni di anzianità.
Sul fronte fiscale, invece, il documento apre a una imposta dell'1,5 per mille sui patrimoni oltre 1,5 milioni di euro a patto che serva a finanziare un taglio di tasse per lavoratori e imprese con riduzioni di Irpef e Irap, lotta all'evasione con un tetto di 500 euro per i pagamenti in contanti.
Patrimoniale a cui si dice nettamente contrario lo stesso Berlusconi: "Non mi piace", dice ma aggiunge: "Non mi sento di esprimere le opinioni degli altri esponenti della maggioranza".

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