Bagnasco: per i cristiani l'assenteismo sociale è peccato

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Il presidente della Cei condanna le violenze della manifestazione di Roma. Poi, dal forum di Todi, rilancia l'impegno dei cattolici in politica: vita, famiglia e libertà sono valori non negoziabili. Le associazioni: serve un nuovo governo

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"Se per nessuno è possibile l'assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione". Anche il cardinale Angelo Bagnasco interviene dopo gli scontri di Roma durante la manifestazione del 15 ottobre (Qui la cronaca della guerriglia), esprimendo la più netta "esecrazione". Poi affronta il tema dell'impegno dei cattolici nella società, nel giorno in cui sempre da Todi le associazioni chiedono un "altro governo" che sia "più forte" di quello attuale in modo da affrontare i problemi del paese, nel quale dovrebbero entrare "tutti i principali partiti".

L'impegno dei cattolici riparte da Todi - "Da qui, dall'Eucaristia, scrive Papa Benedetto XVI, deriva dunque il senso profondo della presenza sociale della Chiesa", ha detto il presidente della Cei nell'aprire i lavori del forum di Todi, incontro delle associazioni di ispirazione cristiana. Un appuntamento dal quale far ripartire l'impegno dei cattolici in una nuova fase della politica italiana.

E' dovere dei cattolici lavorare per un giusto ordine sociale - "Quanto più le difficoltà culturali e sociali sono gravi, i cattolici non possono tacere - ha sottolineato Bagnasco - I  fedeli laici sanno che è loro dovere lavorare per il  giusto ordine sociale, anzi è un debito di servizio che hanno verso il mondo".
In particolare, osserva il presidente della Conferenza  episcopale italiana, "oggi l'attenzione generale è puntata, con ragione, ai grandi problemi del lavoro, dell'economia, della politica, della solidarietà e della pace". Si tratta, riconosce Bagnasco, di "problemi che oggi attanagliano pesantemente persone, famiglie e collettività, specialmente i giovani. La sensibilità e la presenza costante della Chiesa sul versante dell'etica sociale è sotto gli  occhi di tutti e nessuno la può onestamente negare".

I principi sulla vita non sono negoziabili - Un impegno, quello dei cattolici, che non può prescindere da valori fondativi come difesa della vita, matrimonio fra un uomo e una donna, famiglia, libertà religiosa ed educativa  sono valori fondativi e non negoziabili.
"Per questa ragione - ha affermato il cardinale - non sono oggetto di negoziazione: su molte questioni si deve procedere attraverso mediazioni e buoni compromessi, ma ci sono valori che, per il contenuto loro proprio, difficilmente sopportano mediazioni per quanto volenterose, giacché non sono né quantificabili né parcellizzabili, pena trovarsi di fatto negati".

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