Napolitano sugli scontri di Roma: "Inammissibili violenze"

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Il capo dello Stato: grande preoccupazione per gli episodi avvenuti durante la manifestazione degli indignados. Berlusconi: "Segnale allarmante". Vendola: "Stiamo scivolando in un buco nero". Maroni riferirà la prossima settimana in Aula

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(in fondo all'articolo i video sulle manifestazioni del 15 ottobre)

Destra, sinistra e centro. E non solo ora. A condannare le violenze di Roma, avvenute nel corso della manifestazione pacifica degli indignados, sono intervenute le massime cariche dello Stato, mentre il ministro dell'Interno Roberto Maroni riferirà in Aula la prossima settimana.
Per Silvio Berlusconi "gli incredibili livelli di violenza raggiunti sono un segnale molto preoccupante per la convivenza civile. I violenti vanno individuati e puniti". Giorgio Napolitano ha fatto sapere di essere in continuo contatto con il capo della polizia. Il capo dello Stato ha espresso "grande preoccupazione" per le "inammissibili violenze"."Manifestare - ha detto Renato Schifani, presidente del Senato - è un diritto fondamentale, ma questo non significa poter compiere atti di violenza, saccheggi, teppismo e devastazioni.
Non meno tenero il giudizio di Gianfranco Fini:"E' stata deturpata l'immagine di civilta' di Roma. I violenti vanno individuati e debbono rispondere dei reati commessi nelle sedi competenti".

E se Vendola ha manifestato il suo timore ("Stiamo scivolando in un buco nero"), il coordinatore Pdl Angelino Alfano ha lanciato un appello in corso d'opera per invitare tutti i manifestanti pacifici a dissociarsi.
Il segretario Pd Bersani, invece,  ha condannato la "guerriglia urbana che colpisce le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente il disagio per l'assetto attuale dell'economia". Più tardi ha attaccato il governo che non avrebbe "saputo garantire l'ordine pubblico". "Roma ostaggio dei delinquenti - è stato il lapidario commento di Pierferdinando Casini - è una vergogna :"in una società libera e democratica gli indignati si ascoltano, i delinquenti si mettono in galera".

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