Berlusconi parla in Aula. Ma l'opposizione non ci sarà

1' di lettura

Il Consiglio dei ministri riscrive l'articolo 1 del rendiconto dello stato bocciato alla Camera. Alle 11 l'intervento del premier a Montecitorio. Sui giornali le indiscrezioni sul discorso: LA RASSEGNA STAMPA

Guarda anche:
Governo ko sul rendiconto: le foto in Aula
Berlusconi: "La crisi sarebbe da irresponsabili"
Napolitano: "Sta a Berlusconi indicare una soluzione"

(in fondo all'articolo tutti i video sulla crisi della maggioranza)

Un voto di fiducia, il 51esimo di questa legislatura, per spazzare via le strumentalizzazioni delle opposizioni e dimostrare che dietro "l'incidente tecnico" dell’11 ottobre non c'è un disegno politico e che la maggioranza ha ancora i numeri per arrivare al 2013, portando a termine quelle riforme che, a cominciare dal decreto sviluppo, sono indispensabili per il Paese. Grosso modo dovrebbe essere questo il succo dell'intervento che Silvio Berlusconi pronuncerà alle 11 a Montecitorio. Un discorso, assicura chi vi ha lavorato, che era già stringato ma che, dopo l'annuncio dell'assenza delle opposizioni in Aula, potrebbe essere ancora più conciso. "Parlerò meno di dieci minuti", ha del resto assicurato lo stesso premier. Il presidente Napolitano ha chiesto intanto risposte credibili a premier e Parlamento e ha sollecitato Berlusconi: tocca al presidente del Consiglio indicare la soluzione. E al pressing del Colle e ai possibili scenari che si aprono con la crisi della maggioranza sono dedicati editoriali e titoli sui giornali di giovedì 13 ottobre (LA RASSEGNA STAMPA).

I punti salienti del discorso - Prima dell'intervento di Berlusconi ci sarà il Consiglio dei ministri che riscriverà l'articolo 1 del rendiconto generale dello stato, bocciato alla Camera. Poi, il premier si presenterà in Aula. Un discorso breve, un programma di fine legislatura per rilanciare l'azione dell'esecutivo. Pochi punti: decreto sviluppo (in merito al quale potrebbe fare un passaggio sulla necessità di risorse), riforma fiscale, riforme costituzionali (il cui iter è già stato avviato) e riforma della giustizia. Forse un accenno alla legge elettorale. Il premier è intenzionato a dimostrare con le parole e con i numeri che le preoccupazioni del Colle sulla tenuta non sono fondate. E darà, questo il suo convincimento, quella risposta 'credibile' chiesta dal Quirinale. Ma, soprattutto, nel suo intervento Berlusconi sosterrà la necessità di evitare una crisi di governo, elezioni anticipate e una conseguente instabilità che provocherebbe un danno al Paese. Perché non c'è nessuna alternativa valida e credibile all'attuale governo e, quindi, se si dovesse andare incontro ad una crisi al buio l'unico a rimetterci sarebbe il paese e la sua stabilità e credibilità che verrebbe travolto da una campagna elettorale aspra e dagli esiti incerti proprio nel bel mezzo di una crisi internazionale.

L’opposizione diserterà l’Aula – Nel suo intervento Berlusconi attaccherà l’opposizione, che è tornata a chiedere le dimissioni dell’esecutivo dopo il ko del governo sul rendiconto generale del bilancio e che ha scelto di disertare l’Aula durante il suo intervento. Non solo. L’opposizione non interverrà neanche nel dibattito sulla fiducia ma rientrerà in Aula solo per il voto. La decisione è stata presa al termine di un summit Pd-Terzo Polo-Idv. In una nota hanno denunciato al contempo il totale disaccordo sulla gestione politica delle conseguenze del voto dell’11 ottobre da parte di maggioranza e governo, lo stato "inaccettabile" per il Paese del governo nazionale ma l'assoluta disponibilità di tutti i gruppi di opposizione a non far venir meno il proprio impegno e senso di responsabilità istituzionale, partecipando al voto finale.

Leggi tutto