Pdl, i frondisti resistono. Berlusconi: “Mi votino contro”

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Alfano e Bossi contrattaccano a chi, come Scajola e Pisanu, chiede un passo indietro del premier: “E’ un’ipotesi impraticabile e ingiusta”. Il presidente del Consiglio ribadisce: “Vado avanti”. Oggi Bossi e Tremonti discutono del condono

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Il caos che regna nella maggioranza ha l'effetto di vanificare all'istante il break che Silvio Berlusconi si era concesso per il week end volando in Russia per festeggiare il compleanno di Vladimir Putin. La settimana si preannuncia bollente per il capo del governo alle prese con una serie di questioni ancora da risolvere: il 'nodo' sul futuro governatore di Bankitalia da sciogliere, cosi' come è ancora carico di incognite il decreto per le misure sullo sviluppo che dovrebbe vedere la luce, nelle intenzioni del Cavaliere, entro il 20 ottobre. Due questioni su cui pesa il gelo con Giulio Tremonti. Ma, oltre al 'braccio di ferro' con il titolare di XX Settembre, il premier deve fare i conti con la fronda di malpancisti che fa riferimento a Claudio Scajola e Beppe Pisanu.

La mediazione con i dissidenti è affidata al segretario del Pdl Angelino Alfano che incontrerà tra martedì e mercoledì l'ex ministro dello Sviluppo Economico. Difficile prevedere che esito prenderà la trattativa, quello che appare certo è che Alfano potrebbe provare a ricucire i rapporti prospettando a Scajola un maggior coinvolgimento nel partito (da capire se con un incarico preciso) e nel progetto della costituente italiana dei moderati, argomento caro al deputato ligure. Nessuna trattativa sarà aperta invece sull'ipotesi, avanzata in modo chiaro da Pisanu e che trova diversi supporter nella fronda dei dissidenti, di un passo indietro di Berlusconi. A stoppare apertamente ogni pretesa è proprio l'ex Guardasigilli: "E' un ipotesi impraticabile e ingiusta". Una presa di posizione rivolta indirettamente ai malpancisti pidiellini e diretta all'Udc. I centristi infatti non hanno mai fatto mistero di essere disponibili a trattare un ipotesi di governo di larghe intese con il Pdl a patto che a guidarlo non sia piu' il Cavaliere e che oggi chiudono alla collaborazione con il Pdl.

L'idea di fare passi indietro d'altronde non sfiora minimante il diretto interessato. Vado avanti, e' il leit motiv che continua a ripetere ai suoi fedelissimi, se qualcuno pensa di mettere fine al governo voti la sfiducia in Parlamento. Voglio vederli in faccia. Certo, spiega però qualche deputato in contatto con il capo del governo, il premier non nasconde la preoccupazione per quell'accerchiamento nei suoi confronti messo in atto dai poteri forti e da una parte della magistratura. Aleggia lo spettro del 94, avrebbe confidato a più di qualcuno.

A puntellare un Cavaliere in difficoltà è poi Umberto Bossi: "Senza Berlusconi dove vanno? domanda il Senatur che poi sprezzante aggiunge: "Chi piglia i voti, Scajola?". Ma è proprio alle mosse dei due ex ministri che nel Pdl si guarda con preoccupazione anche se i piani vengono distinti. L'ex titolare del Viminale è infatti considerato "irrecuperabile" mentre con Scajola la partita sarebbe diversa anche perché, spiegano diversi dirigenti di via dell'Umiltà, la situazione è talmente incerta che chiunque mediti di fare "strappi" deve farsi prima bene i conti: "Se dovesse cadere il governo e si va alle elezioni vorrei sapere chi li ricandida?", chiede un ministro pidiellino. I diretti interessati tacciono ufficialmente, ma in settimana si preannuncia una nuova riunione 'carbonara' per fare il punto della situazione.

A complicare poi la situazione è la guerra tutta interna alla maggioranza sull'ipotesi di ricorrere al condono. Lunedì 10 ottobre ne discuteranno Bossi e Tremonti, contrario all'ipotesi nonostante nel Pdl i supporter non mollino la presa. Il ragionamento che fa nel Pdl chi critica il titolare di via XX Settembre, è che la contrarietà del ministro dell'Economia si leghi a doppio filo con la partita Bankitalia ed il decreto sviluppo.

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