Varese, Bossi impone il nuovo segretario. La Lega si spacca

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Polemiche dopo la nomina di Canton a capo della segreteria provinciale nel corso di un congresso blindato: giornalisti tenuti alla larga, bocche cucite tra i bossiani, mugugni tra i dissidenti. Poi nella notte spunta uno striscione e sul web la base freme

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Il giorno dopo la nomina, imposta da Umberto Bossi in persona, del nuovo segretario provinciale della Lega Nord di Varese, Maurilio Canton, il popolo della Padania si spacca.
Nella notte tra domenica e lunedì 10 ottobre uno striscione con la scritta “Canton segretario di chi? Di Nessuno!” è apparso proprio a due passi dalla sede della segreteria di Varese (GUARDA LE FOTO).
Con tenacia il Senatur e il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni, si affannano a dichiarare che nel partito tutto va bene e non ci sono divisioni.
Ma la situazione non è proprio così.

La nomina dall'alto di Canton - Dopo settimane di scontri e tensioni tra le diverse anime, una quella del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, l’altra quella del cosiddetto “cerchio magico” di area bossiana, il culmine si è avuto domenica con la nomina di Canton.
Le quattro ore più lunghe della Lega Nord di Varese si sono concluse con l'imposizione del segretario provinciale da parte di Umberto Bossi. E con buona parte dei delegati al congresso che si allontanavano dall'Atahotel coi musi lunghi, sconfitti: per tutta la durata del conclave, rigorosamente a porte chiuse, avevano reclamato, a gran voce, il voto.

Una prova di forza voluta sino in fondo dal segretario federale, che, al termine dei lavori cui ha preso parte anche Roberto Maroni, ha liquidato le proteste come contestazioni "organizzate da fascisti", ex iscritti all'Msi di Varese che avrebbe riconosciuto "seduti in seconda e terza fila".
"E' andato tutto come doveva andare: cioè bene", ha dichiarato ignorando le polemiche il neosegretario di Varese, Maurilio Canton. Poi è passato a illustrare il programma del suo partito: "Dobbiamo darci da fare per il raggiungimento dell'indipendenza della Padania". I dissidi interni? "Dobbiamo pacificare tutti gli animi leghisti, ma siamo un movimento compatto". 

Congresso "blindato" - I giornalisti presenti all'AtaHotel di Varese per il congresso sono stati invece tenuti alla larga e fatti allontanare. Molte bocche cucite tra i leghisti, ma anche qualche mugugno. “E’ il giorno peggiore da quando sono nella Lega”, ha detto Mario De Micheli, sindaco leghista di Caronno Varesino all’uscita dal congresso.
Il Fatto Quotidiano ha inoltre pubblicato sul suo sito e su YouTube alcuni video che mostrano l'ostracismo dei leghisti nei confronti dei cronisti presenti a Varese per raccontare il congresso (guarda i video in fondo all'articolo).

Sul web la base freme - Intanto i militanti leghisti fremono. Il forum di Radio Padania è chiuso da tempo e molti riversano la rabbia sulle bacheche di Facebook di alcuni esponenti. “Salvini ma che fate a Varese? Bossi impone i candidati in stile partito comunista cinese...", scrive un utente al consigliere di Milano, Matteo Salvini.

E sul forum non ufficiale dei giovani padani si rincorrono i commenti graffianti del popolo del Carroccio. Il titolo della discussione la dice lunga: 'Usciamo da qui, andiamo a contestarli' e apre il dibattito un utente che utilizza il significativo nickname 'Basta Bossi'. Il dibattito, a ben guardare, viene aperto nei giorni in cui il  Parlamento 'salva' il ministro Romano con il beneplacito della Lega.  Ma si rinfocola dopo l'elezione a segretario provinciale di Varese del sindaco di Cadrezzate molto vicino a Umberto Bossi. Quel che è accaduto ieri a Varese è "una delle cose più penose fatte dalla Lega, indice di estrema difficoltà e paura" scrive un utente che si firma Veleno puro, mentre per Colkurtz  a Varese è andata in scena l'"ennesima dimostrazione di dittatura oligarchica".

Radio Padania: no a telefonate su Varese - Il malcontento leghista però non trova spazio sulle frequenze di Radio Padania. Ai microfoni della trasmissione 'Che aria tira' i radioascoltatori sono stati nvitati vivamente a non toccare l'argomento, dopo la prima telefonata in cui la vicenda è stata etichettata da un ascoltatore leghista come un "brutto capitolo" della storia del Carroccio. "A noi interessa discutere sulle idee, non sulle beghe di condominio", ha tagliato corto il conduttore Roberto Ortelli dopo aver invitato caldamente i radioascoltatori ad evitare "questo genere di chiamate. "Male che vada - ha concluso - vi taglio".

Guarda i video del Fatto quotidiano dal congresso della Lega a Varese:





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