Di Pietro: "Voto di scambio alle regionali in Molise"

Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro
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Secondo il leader dell'Idv, corruzione, estorsione e minacce si starebbero consumando nella regione in vista delle elezioni del 16 e 17 settembre. E annuncia un esposto alla procura di Campobasso

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L'ombra del voto di scambio e delle minacce sulle elezioni regionali del Molise. Accuse pesanti quelle che arrivano da Antonio Di Pietro, che ha preannunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Campobasso per i "gravissimi episodi di cui i candidati dell'Italia dei valori sono venuti a conoscenza". "In provincia di Isernia, ad esempio - ha detto il leader dell'Idv - c'è stato un piccolo imprenditore che ci ha riferito di essere stato contattato da uno dei 'mammasantissima' locali, che gli ha detto 'in questo comune non ho altri voti che quelli della tua famiglia. Se non me li ritroverò, farò revocare il finanziamento che dovete avere'". "Episodi come questi - ha aggiunto Di Pietro - ce ne sono parecchi e li daremo alla magistratura, perché è nostro dovere farlo. Abbiamo voluto denunciare queste cose prima delle elezioni e non dopo, per non essere accusati di speculazioni tardive". L'ex pm parla espressamente di "voto di scambio, corruzione, estorsione e minacce" che si starebbero consumando nella regione.

I cittadini molisani sono chiamati alle urne il 16 e il 17 settembre per eleggere il nuovo governatore e su Sky.it sarà possibile seguire i risultati in tempo reale. A sfidarsi, l’attuale presidente della Regione Michele Iorio, che si presenta per il terzo mandato ed è sostenuto da Pdl, Udc, Udeur, Adc, Grande Sud, Progetto Molise; Paolo di Laura Frattura candidato di Pd, Idv, Sel, Fds, Psi, Api, Giovancarmine Mancini per La Destra e Antonio Federico del Movimento 5 Stelle.

Proprio il partito di Di Pietro è stato attraversato da un infuocato dibattito interno per la candidatura del figlio di Di Pietro, Cristiano, nel collegio "di famiglia" di Montenero di Bisaccia. "Mio figlio non è il trota, ha fatto la sua gavetta" si era difeso Di Pietro.
Sul versante del centrodestra, invece, ha fatto discutere il simbolo comparso sui manifesti elettorali del Pdl, da cui è scomparso il nome di Berlusconi, perché, secondo alcuni commentatori, non sarebbe più garanzia di successo.
Al centro delle polemiche tra i due principali schieramenti, poi, la delibera della Regione che autorizza la costruzione di un aeroporto nel territorio molisano. Per l’opposizione si tratterebbe solo di una mossa elettorale, senza copertura finanziaria.

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