La "fronda" minaccia il governo, Alfano vedrà Scajola

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Tensione alle stelle nella maggioranza, divisa sul condono e alla prese con gli scontenti del Pdl guidati dall'ex ministro e da Pisanu. Formigoni: "Mai più Berlusconi candidato premier". Quagliariello sui dissidenti: "Non hanno i numeri". RASSEGNA STAMPA

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Le tensioni all’interno della maggioranza, divisa sul condono e alla prese con la “fronda” guidata da Scajola e Pisanu, al centro della scena politica. L'ipotesi che i malumori possano materializzarsi in veri e propri 'strappi', da consumarsi ad esempio proprio sul voto al ddl intercettazioni o sul decreto sviluppo, preoccupa il governo, tanto che il segretario del Pdl Angelino Alfano ha annunciato per la prossima settimana un incontro con l'ex ministro dello Sviluppo Economico.

E sono tutte per le tensioni nel governo le prime pagine dei giornali di oggi 9 ottobre. “Scajola attacca, Pdl nel caos” il titolo de La Repubblica, “I segreti della guerra nel Pdl” l’apertura del Corriere della Sera. “Condono, è bufera nel Pdl. Alfano media coi frondisti” la notizia in apertura anche su La Stampa. E anche il Giornale, della famiglia Berlusconi, si concentra sulla “fronda”, che si muoverebbe d’accordo con la Cei. “Il partito di Bagnasco” è infatti il titolo del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, che parla di manovre centriste e di “voglia di Dc”, dopo l’intervista di Tremonti a Avvenire.

Nelle pagine interne, un retroscena a firma di Claudio Tito su La Repubblica racconta che “i ribelli preparano la sfiducia” e che gli ex dc sarebbero pronti a presentare una mozione contro il Cavaliere. “L’obiettivo finale del cambio della guardia a Palazzo Chigi - scrive Tito - è la nascita di una cosa bianca. Un nuovo centro moderato alternativo al Pdl e soprattutto a Forza Gnocca”. Sul quotidiano diretto da Ezio Mauro anche un’intervista a Formigoni dal titolo “Mai più Silvio candidato premier”.

Anche Alessandro Trocino sul Corriere avanza l’ipotesi di “una trappola alla Camera” da parte della fronda e racconta di un documento degli ex dc, per ora congelato, in cui si chiederebbe 'un passo indietro' del premier”.
In un'intervista al Messaggero però Gaetano Quagliarello "ridimensiona" la fronda: "Non hanno i numeri per far cadere il governo".
Sul Giornale, invece, Vittorio Feltri attacca: “Cosa vogliono Scajola e Pisanu? Stecchire Berlusconi”.

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