Berlusconi: "Non c’è alternativa al nostro governo"

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Il premier: "L’opposizione continua a chiedere un mio passo indietro ma non pensa al bene del paese. Governare è un fardello dal quale mi libererei volentieri". Poi elenca le priorità, come le intercettazioni: "Stop a questo sistema barbaro". VIDEO

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Silvio Berlusconi chiude la porta all'ipotesi di voto anticipato o di governo tecnico, sostiene che non ci sia alternativa alcuna al suo esecutivo nell'attuale contesto di crisi e ribadisce l'impegnato a varare le riforme strutturali che servono all'Italia.
In un videomessaggio inviato ai Promotori della libertà (guarda qui la versione integrale), il premier spiega: "Le elezioni anticipate non servirebbero a nulla: solo la sinistra, come nel 1994, è eccitata dall'illusione di poter conquistare quello che la sinistra chiama e considera il potere, e non vede l'ora di nuove elezioni. Una pretesa che definisco assurda, che creerebbe solo instabilità e che aprirebbe nuovi spazi alla speculazione finanziaria. Noi abbiamo i numeri per arrivare fino in fondo alla legislatura, come prevede la nostra Costituzione. E andremo avanti per completare il nostro programma di riforme".

Oltre all'opposizione anche una fronda di parlamentari del Pdl, che fa capo agli ex democristiani Claudio Scajola e Giuseppe Pisanu, sta spingendo affinché Berlusconi lasci. Per il premier comunque, anche al momento del voto, gli elettori moderati prevarrebbero e il centrosinistra non avrebbe chance di guidare il Paese. Poi un appello che potrebbe essere letto come un'apertura all'Udc: "Bisogna perciò cercare di superare queste divisioni fra le forze politiche moderate e rafforzare la grande alleanza di centrodestra, che è un'alleanza ispirata ai valori e al programma del Partito Popolare Europeo".
Poi il premier torna sul decreto sviluppo sul quale sta lavorando per portarlo presto al consiglio dei ministri - dopo l'annuncio di un nuovo rinvio al 20 ottobre - e sulle riforme istituzionali per superare il bicameralismo perfetto, dimezzare i parlamentari e assegnare più poteri al capo del governo.

"C'è poi un corollario della riforma delle istituzioni che riguarda la legge elettorale. È importante che l'eventuale nuovo sistema non scardini una conquista che è nostra, quella del il bipolarismo, e non svuoti la garanzia della stabilità dei governi", precisa Berlusconi escludendo dunque un ritorno a sistemi proporzionali.
Berlusconi non rinuncia ad un affondo sulla giustizia - promettendo la riforma del entro la legislatura – e sull'accanimento dei magistrati di sinistra contro di lui "soltanto appunto per ragioni politiche con l'utilizzo della giustizia a fini di lotta politica".

E sull'approvazione di una legge che inibisca le intercettazioni telefoniche. Su questa norma, all'esame della Camera, si parla già di voto di fiducia anche se ci sarebbe l'opposizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Sapere che siamo quotidianamente immersi in uno scandalo del quale non riusciamo neanche più a denunciare la gravità e l'anomalia. Ma quando un cittadino alza il telefono e sente di poter essere controllato, può temere che ciò che dice al telefono e che in un paese civile e libero dovrebbe restare inviolato può vederselo su un giornale qualche giorno dopo. Questo è francamente intollerabile, questo è un sistema barbaro - conclude - a cui dobbiamo mettere fine".

Berlusconi: governare è un sacrificio (VIDEO)

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