Crosetto: "Tremonti è un problema, si dimetta"

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E’ sempre più alta tensione nel governo. Il ministro dell'Economia finisce nel mirino dopo le parole sulla Spagna e le elezioni anticipate. Braccio di ferro tra Berlusconi e il titolare del Tesoro sulla nomina del governatore di Bankitalia

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"Tremonti è un problema. Si dimetta se pensa che questo Governo è un ostacolo alla crescita dell'Italia. Se fossi Berlusconi sarei furibondo". Così il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, si esprime alla Zanzara su Radio 24. "Se uno dice una cosa è perché la pensa. Il problema è lui - continua Crosetto – perché non presenta proposte e non produce risultati. Se in un'azienda una persona non produce nessun risultato, viene mandato a casa."

Berlusconi-Tremonti, una convivenza difficile  - E’ sempre più alta tensione nel governo. Il ministro dell'Economia finisce nel mirino dopo le parole sulla Spagna che hanno evocato elezioni anticipate. Le smentite del ministro dell'Economia, secondo indiscrezioni, non sarebbero bastate al Cavaliere. E Tremonti, si racconta in ambienti della maggioranza, avrebbe puntato il dito contro i colleghi di governo, accusandoli di fargli la guerra sfruttando proprio il Cavaliere come arma.
Lo scontro tra il capo del governo ed il 'superministro' sembra però trovare nuovamente sfogo nel braccio di ferro sul prossimo governatore di Banca D'Italia. Argomento discusso, riferiscono fonti del Pdl, con toni accesi anche nei ritagli del summit dedicato soprattutto al declassamento dell'Italia da parte di Moody's. Il titolare di via XX Settembre avrebbe confermato la sua contrarietà, con il sostegno di Umberto Bossi, alla nomina di Fabrizio Saccomanni, attuale numero due di via Nazionale, alla guida di palazzo Koch.

La nomina del governatore di Bankitalia -Sulla tabella di marcia del capo del governo pesa dunque il risiko sulla nomina del governatore di Banca d'Italia. E nella maggioranza non si esclude che Berlusconi sia tentato dal 'blitz' presentando una rosa di nomi nella quale figurerebbe anche Fabrizio Saccomanni che diventerebbe automaticamente l'uomo su cui il board di via Nazionale giocherà le sue carte.
Una partita dura dalla quale il premier potrebbe  prendersi una pausa momentanea da venerdi' volando per il fine settimana in Russia in occasione del compleanno di Putin.

Scajola e Pisanu - A preoccupare però i fedelissimi di Berlusconi non è solo il ministro dell'Economia. La paura che sale nelle file pidielline è data dall'iperattivismo degli Scajoliani (che si sono visti a cena il 5 ottobre) così come della pattuglia di parlamentari vicini a Beppe Pisanu, impegnato in un lungo colloquio nel cortile della Camera con Walter Veltroni. I boatos parlano di un movimento parlamentare a cui i due starebbero lavorando: un modo per ufficializzare l'addio al Pdl, da parte dell'ex ministro dell'Interno, e con ogni probabilità, dicono i più pessimisti, staccare la spina al governo.

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