Stretta sulle intercettazioni, ma i blog sono salvi

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Avranno l'obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line registrate. Il Pdl cambia il testo: divieto di pubblicazione dei brogliacci fino all'udienza filtro. Per protesta Giulia Bongiorno lascia l'incarico di relatrice del ddl

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Da una parte una nuova stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni (VAI ALLO SPECIALE), dall'altra l'intesa trovata sulla norma "ammazza blog" che nelle ultime ore ha scatenato la reazione di molti utenti Internet sulla scia della protesta del sito Wikipedia che martedì 4 ottobre ha deciso di oscurarsi in segno di protesta.
Sullo sfondo, le dimissioni di Giulia Bongiorno (Fli) che ha deciso di rimettere il suo mandato di relatrice del ddl intercettazioni. Un gesto forte contro la decisione del governo di dare via libera all'emendamento sul divieto di pubblicare i brogliacci prima dell'udienza filtro. Fino all'udienza preliminare, nemmeno per riassunto.
Queste le ultime novità sul discusso disegno di legge sulle intercettazioni che arrivano dai palazzi della politica. Intanto, fuori dalle aule, torna in piazza del Pantheon a Roma la
protesta contro la "legge bavaglio"
, organizzata dal Comitato per la libertà e il diritto
all'informazione, alla cultura e allo spettacolo. Diversi manifestanti si sono coperti la bocca e hanno mostrato cartelli con slogan come: "Blog liberi", "No bavaglio". (GUARDA LE FOTO)

La Bongiorno si dimette - "Mi dimetto perché non mi riconosco più in questo testo e credo sia inaccettabile che prima si fa un accordo e poi siccome c'é questo schioccar di dita del presidente del Consiglio tutti voltano le spalle". Così Giulia Bongiorno motiva la sua scelta dopo che il Pdl in Comitato dei Nove della commissione Giustizia della Camera ha incassato il sì sulla norma che vieta di pubblicare il contenuto delle intercettazioni fino al momento dell'udienza filtro. Con un obiettivo preciso: approvare il ddl entro la prossima settimana per farlo votare 'in tempi rapidissimi' al Senato.   
Al centro della polemica c'è l'emendamento del Pdl che impone il blackout informativo su tutte le conversazioni raccolte dalla magistratura fino a quando giudici, pm inquirenti e avvocati decideranno quali ascolti sono rilevanti per le indagini e quali distruggere perché non centrano nulla.
"Con questa modifica, -  dichiara il  presidente della commissione Giustizia Giulia - tutte le intercettazioni che nel corso del tempo verranno conosciute anche dalla difesa, non solo non potranno essere pubblicate nel testo, e questo va bene, ma non se ne potrà nemmeno dare notizia".
La polemica esplode anche per una proposta di modifica che porta la firma di Manlio Contento (Pdl) e che riceve il parere favorevole del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Questa punta a inserire nella norma che prevede il carcere da sei mesi a 3 anni per i cronisti (alla riforma dell'art.617 del ddl) anche le intercettazioni considerate "irrilevanti". Nel testo ora in Aula, si prevede che ci sia il carcere da 6 mesi a 3 anni per chi pubblica atti di cui è stata ordinata la distruzione o che dovevano essere espunti. Ora Contento precisa che in questa previsione ci deve rientrare anche chi pubblica gli 'ascolti' considerati irrilevanti. Secondo il deputato "è solo una precisazione per far capire meglio il testo. Per l' opposizione "e' un inserimento pericoloso che peggiora la situazione".

L'udienza filtro - La proposta del Pdl di bloccare la pubblicazione delle conversazioni segna per i media un passo indietro rispetto al testo di compromesso raggiunto un anno fa dal consigliere giuridico del premier, Niccolò Ghedini, e dalla presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, la finiana Giulia Bongiorno -- nel 2010 in maggioranza e ora all'opposizione. Secondo quel testo, i media potevano riferire del contenuto delle intercettazioni anche prima dell'"udienza filtro", se erano contenute in atti dell'inchiesta -- come ordinanze di perquisizione o di custodia cautelare -- non più coperti dal segreto.

Intesa sulla norma ammazza blog  - Intanto, il comitato dei nove della commissione Giustizia ha trovato l'accordo che 'salva' i blog dall'obbligo di rettifica nelle 48 ore e dal
rischio di multe. Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. E la proposta è il frutto di alcuni emendamenti presentati da Zaccaria (Pd) e Cassinelli (Pdl).

Pregiudiziali di costituzionalità - Le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni nel frattempo vengono bocciate. Con l'astensione del Terzo Polo. Se vogliono fare "una legge seria per impedire gli abusi - avverte il leader Udc Pier Ferdinando Casini - c'è lo spazio". Ma allo stato aggiunge, "questa è l'aria che tira e tira molto forte".
"Sono morte 4 donne e Moody's ci declassa e noi - interviene il segretario Pd Pierluigi Bersani - parliamo di intercettazioni. Questo è un governo che pensa solo agli affari suoi".

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