Referendum elettorale, c'è chi dice no

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Casini apre a Maroni e all'ipotesi del voto. Ma Calderoli frena: meglio una fase costituente. La Russa difende il Porcellum: basta aggiungere le preferenze. E intanto, voci riferiscono che Berlusconi stia pensando a un nuovo partito

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Il dibattito sulla legge elettorale divide la politica. La marea di firme contro il 'Porcellum' scompagina la mappa delle alleanze e, dopo aver portato scompiglio dentro il Pdl, ora torna ad agitare le acque nella Lega con il "braccio di ferro" tra Maroni e Calderoli. Questa la notizia che apre i quotidiani in edicola lunedì 3 ottobre.
"La legge elettorale divide" titola la Stampa; "Scontro sul voto anticipato" si legge su Repubblica; "Piano per evitare il referendum" dice il Corriere della Sera.

Casini apre a Maroni - "Cresce il partito del voto" è il titolo del Messaggero, che fa riferimento all'intesa tra Casini e il ministro dell'Interno. "Maroni ha ragione: meglio dare la parola ai cittadini" ha dichiarato il leader dell'Udc che si è schierato a favore dell'apertura del ministro leghista al referendum. Contrario, invece, Calderoli: "L'obiettivo ora è trasformare questa legislatura in una costituente", ha affermato, "ma il Porcellum lo accettammo sotto ricatto", ammette.

Chi ha voluto il Porcellum? - Il ministro per la Semplificazione normativa ha infatti spiegato che al tempo della approvazione della cosiddetta legge Porcellum (legge porcata, la bollò  lui stesso, in vigore dal 2005) la Lega era a favore del Mattarellum (utilizzata per la prima volta nel 1993, era un sistema misto che assegnava il 75% dei seggi con il maggioritario, il 25% con il proporzionale). Ma "fummo ricattati da Casini e dall'Udc per introdurre un sistema proporzionale, da Fini che voleva le liste bloccate e  Berlusconi che voleva il premio di maggioranza". (Differenze tra Porcellum e Mattarellum - LA SCHEDA)

Buttiglione: Berlusconi sta pensando a un partito - Dalle pagine del Corriere, il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione risponde a Calderoli. "Vecchio filibustiere" dichiara, aggiungendo di provare "sincera simpatia per il personaggio". Poi, però, nell'intervista rilasciata a Fabrizio Roncone spiega che nel 2005 "anche la Lega voleva chiudere con Mattarellum" e aggiunge:"Berlusconi voleva essere certo che il candidato premier della colazione sarebbe stato lui" inoltre, "anche il Carroccio voleva le preferenze".
Il leader dell'Udc però parla anche di nuovi possibili scenari.
"Gli interessi di Berlusconi, ormai, per come gli si sono ingarbugliate le carte, non coincidono più con quelli del Pdl, che rischia solo di essere un peso, un legaccio. per questo ritengo che il cavaliere possa essere disposto a mollare il Pdl, per tornare a giovare da solo".
Stesso scenario viene delineato da Claudio Tito dalle colonne di Repubblica: "Il premier studia l'addio al Pdl" scrive a pagine 3.

Questione di preferenze - "La legge elettorale che abbiamo adesso è un' ottima legge solo che si introducano le preferenze" dice il ministro La Russa, ma non tutti la pensano così. "Ripristinare le preferenze significa moltiplicare i costi della politica, favorire il voto di scambio" avverte Giuliano Cazzola. "Ci siamo dimenticati i candidati designati in collegi uninominali 'sicuri' senza alcun rapporto con il territorio?" incalza Maurizio Gasparri.
La spaccatura nella Lega sembra ora fare da spartiacque anche tra chi auspica una riforma della legge elettorale e chi spera nelle elezioni anticipate, chi tifa per le preferenze e chi rema contro.
Di fatto, titola il Tempo in edicola lunedì 3 settembre, nessuno sa come uscire dal caos.

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