La Camera respinge la sfiducia contro il ministro Romano

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Nessun colpo di scena a Montecitorio: 315 voti contro la mozione presentata dall’opposizione dopo la richiesta di rinvio a giudizio per il ministro dell’Agricoltura per concorso esterno in associazione mafiosa. Proteste dentro e fuori dall’Aula. VIDEO

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La Camera ha respinto la mozione di sfiducia contro il ministro per le Politiche agricole Saverio Romano, nei confronti del quale la procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. I voti contro la mozione sono stati 315 e quelli a favore 294.
"Adesso c'è da continuare a lavorare”, ha detto il ministro Romano subito dopo il voto. “I 315 voti contro la mozione sono un dato positivo, perché è una maggioranza qualificata, nonostante numerose assenze. C'è tanto spazio - ha proseguito - per fare le riforme e continuare fino alla fine della legislatura".

Romano: "Io da anni sulla graticola"
- Prima del voto il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, si era rivolto alle Camere per difendersi (guarda il video in alto): "Quello che un tempo era l'ordine giudiziario ormai ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte".
"Può un provvedimento giudiziario istruttorio, quale che sia, incidere sulla tenuta di un governo senza che di quel provvedimento nessuno debba rispondere?" si è chiesto poi retoricamente il ministro, lamentandosi di essere stato tenuto "per anni sulla graticola" da un organo, la magistratura "che non ha nessuna responsabilità".
L'aula della Camera ha iniziato alle 16 l'esame della mozione (la sesta nei confronti di un membro del governo Berlusconi negli ultimi due anni) al ministro delle Politiche agricole presentata dopo la richiesta di rinvio a giudizio a suo carico per concorso in associazione mafiosa da parte dei magistrati palermitani.

In Aula Berlusconi, Bossi e Tremonti - Per il voto su Saverio Romano tutti i big del governo si sono presentati a Montecitorio. Presenti dunque sia il premier, Silvio Berlusconi, sia il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, che si è seduto proprio accanto al ministro Romano. Con loro si è seduto vicino anche il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, che aveva invece disertato il voto su Marco Milanese del 22 settembre.

Premier fischiato - Silvio Berlusconi è stato tra i primi a votare in Aula alla Camera sulla mozione di sfiducia per il ministro Saverio Romano. Il premier è stato accolto dai fischi dai banchi dell'opposizione, coperti poco dopo dagli applausi della maggioranza non appena è sfilato sotto il banco della Presidenza e ha pronunciato il suo no.
Il presidente del Consiglio ha saluto i suoi ed è andato a complimentarsi con Manlio Contento che aveva appena pronunciato la dichiarazione di voto contrario del Pdl.

Proteste dentro e fuori dall’Aula
- La mozione contro il ministro dell'Agricoltura è stata preceduta dalle manifestazioni in piazza e dalle polemiche dei deputati a Montecitorio (GUARDA LE FOTO). Tra i più critici quelli di Fli, che hanno esibito una vignetta di Vauro.

I Radicali non votano la sfiducia
- Irritazione nel gruppo Pd della Camera per l'annuncio a sorpresa del drappello radicale che in Aula in dichiarazione di voto ha spiegato che non voterà la sfiducia al ministro Saverio Romano. Già in Aula le dichiarazioni dei deputati radicali erano state accolte da fischi e urla dei colleghi del Pd. Ora si passa dalle parole ai fatti: è stata convocata d'urgenza una riunione dell'ufficio di presidenza del gruppo per valutare la posizione dei radicali. "Non ci avevano nemmeno avvertito del loro voto - spiega un deputato democratico - non è la prima volta che votano in difformità dalle indicazioni del gruppo e dobbiamo decidere che fare".

Di Pietro: "Grave che Maroni lo sostenga" - Dura, la reazione dell'opposizione. "E' grave - dice Antonio Di Pietro a SkyTG24 -  che il ministro Maroni, che ogni giorno scioglie i consigli comunali per fatti del genere, oggi voterà, insieme a tutta la Lega, la fiducia a questo governo nonostante vi sia una persona accusata di mafia. Questa è una violazione dello stato di diritto e un modo per mantenere la poltrona approfittando del proprio ruolo".




La catena umana del Popolo Viola - Berlusconi ha assicurato il sostegno al suo ministro, per il quale ha avuto pubbliche dimostrazioni di stima alla presentazione di un libro che ne racconta la vicenda giudiziaria. E la Lega, con Bossi e Maroni, ha assicurato che voterà contro la sfiducia. Un atteggiamento, quello del Carroccio, che non piace al Pd. E non solo a esso.
Il Popolo Viola, intanto, ha promosso una catena umana davanti a Montecitorio in occasione del voto della Camera "a difesa dell'istituzione Parlamento"  per "segnalare ai deputati che dovranno prendere posizione che la sovranità appartiene al popolo ed è solo in nome del popolo che si amministra lo Stato".

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