Governo, è scontro su Bankitalia

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Rinviata la nomina del successore di Draghi. Berlusconi vorrebbe assecondare il Colle con Saccomanni, una scelta interna. Ma Giulio Tremonti stoppa e rilancia su Grilli, appoggiato da Bossi: "Meglio lui, che è di Milano"

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Un nuovo nodo da sciogliere si profila all'orizzonte della già non chiara situazione politica italiana: la nomina del successore di Mario Draghi alla guida di Bankitalia. Il nome del nuovo governatore sarebbe stato, secondo le indiscrezioni dei giornali, uno dei punti al centro del colloquio tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti martedì 27 settembre. E, secondo alcuni, potrebbe diventare argomento di contrattazione politica. Un'ipotesi che però allarma il Quirinale, che ha sempre chiesto di tenere fuori la nomina del nuovo governatore da eventuali giochi politici. La riunione del consiglio superiore della banca centrale, intanto, si è svolto mercoledì 28 settembre senza che venisse sottoposto il nome di un possibile successore di Draghi.

Testa a testa Saccomanni - Grilli
Il candidato in pole position per sostituire Draghi - che dal primo novembre diventerà presidente della Bce - resta l'attuale direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, anche se in ambienti politici della maggioranza si sostiene che Giulio Tremonti abbia spinto perché il posto a Palazzo Koch vada a Vittorio Grilli, attuale direttore generale del Tesoro.  Un'ipotesi caldeggiata anche da Umberto Bossi che, parlando con alcuni cronisti, ha detto che preferisce Grilli, "se non altro perchè è di Milano".

Casini e Bersani: "Grande preoccupazione" - Duro il giudizio di Pier Ferdinando Casini, secondo cui "attendiamo i provvedimenti sulla crescita che purtroppo si stanno allontanando, mentre vediamo il ministro Tremonti impegnato in un braccio di ferro spasmodico per imporre un suo uomo in Bankitalia. E' una cosa degradante rispetto alle difficoltà del Paese". In un'insolta nota congiunta, poi, il leader dell'Udc e Pier Luigi Bersani sottolineano che "desta grande preoccupazione la decisione del governo di mantenere nell'incertezza la scelta del nuovo governatore della Banca d'Italia".   "Nel mezzo di una tempesta finanziaria internazionale che vede l'Italia in prima linea - hanno sostenuto Casini e Bersani - invece di offrire certezze e stabilita', il governo continua a tenere pericolosamente in bilico il paese per mere esigenze personali o di equilibri interni".

Idv: "Nuovo governatore scelto con criteri di trasparenza" - Antonio Di Pietro invece deplora "che anche per un organo che dovrebbe essere di garanzia, le nomine dei vertici debbano essere oggetto di mercanteggiamento e di voto di scambio". "Chiediamo - aggiunge - che il nuovo Governatore venga scelto con criteri di trasparenza e non grazie ad accordi sotterranei a Palazzo Grazioli.

I giudizi dei giornali - Sul Corriere della Sera Francesco Verderami osserva come "il saliscendi nel borsino di Palazzo Koch è solo un espediente tattico del Cavaliere, un modo per prendere tempo in attesa della scelta definitiva. Non c'è dubbio, infatti, che questo passaggio garantisca ancora a Berlusconi un peso politico, la possibilità cioè di avere una interlocuzione istituzionale.". E sempre dal quotidiano di Via Solferino emergono le perplessità di Massimo Franco secondo cui "un governatore di Bankitalia percepito come un prodotto della coalizione berlusconiana colpirebbe l'immagine di autonomia che Palazzo Koch difende gelosamente". Il notista politico conclude che "non è escluso che prevalga la tentazione di congelare ancora tutto, sull'altare del disgelo tattico con Tremonti".

In un retroscena  su La Stampa, si sottolinea come il congelamento della nomina di Saccomani alla guida di Palazzo Koch sia stata una vittoria raggiunta da Giulio Tremonti proprio nel corso del suo incontro con Berlusconi. "Ancora una volta il Cavaliere ha calato le braghe" avrebbe detto un ministro al giornalista del quotidiano di Torino. Oltre a incassare uno stop momentaneo alla successione di Draghi, il ministro dell'Economia avrebbe infatti ottenuto anche l'alt alla cabina di regia e la promessa che gli interventi per lo sviluppo saranno tutti a costo zero.  A informare il Colle dei dubbi sulla nomina di Saccomani sarebbe stato lo stesso Tremonti, salito al Quirinale per un incontro che, secondo La Stampa, avrebbe non poco irritato Napolitano. "Berlusconi non vuole aprire questo fronte con Tremonti - scrive il quotidiano di Torino - e, sostengono fonti nella maggioranza, fosse Napolitano a convincere il ministro dell'Economia a rinunciare al proprio candidato in favore di Saccomanni".




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