Fini: "La priorità è dimezzare il numero dei parlamentari"

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"Riforma della legge elettorale? Meglio tardi che mai, ma prima le riforme costituzionali", dice il presidente della Camera a SkyTG24, ospite di Maria Latella. E sul premier: "Non può considerarsi al di sopra della legge". L’INTERVISTA INTEGRALE

La legge elettorale, la crisi economica, le difficoltà del governo, le vicende giudiziare del premier. Il presidente della Camera, leader di Futuro e libertà, Gianfranco Fini, ospite de L'intervista di Maria Latella, interviene sui temi caldi del dibattito politico.

La legge elettorale e le riforme - "Meglio tardi che mai". Così il presidente della Camera Fini risponde alla proposta di modificare la legge elettorale arrivata  anche da Alfano. "La legge elettorale è una priorità - continua Fini - perché con questa legge non si possono scegliere i parlamentari, ma se cominciamo a ragionare di legge elettorale esce di scena la proposta di dimezzare i parlamentari e cancellare il bicameralismo perfetto, mentre io credo che prima di tutto vengano le riforme costituzionali". "Sarebbe meglio - conclude Fini - mettere in agenda queste riforme: in tempi rapidi si potrebbe arrivare a questo e parallelamente discutere della legge elettorale".

"Il premier? Tutti hanno il dovere di testimoniare" - Sulle vicende giudiziarie del premier, che si è rifiutato di testimoniare davanti ai pm di Napoli, Fini commenta: "Ogni cittadino se viene chiamato come teste ci deve andare, dare l'esempio significa anche questo, non considerarsi al di sopra della legge".
Proprio un uomo al centro dell'inchiesta, Valter Lavitola, era stato anche coinvolto nello scandalo sulla casa di Montecarlo del cognato di Fini. "Una campagna di diffamazione come quella non si è mai vista - dice Fini - non mi sono stupito per niente di vedere il video in cui quel faccendiere scende dall'aereo di Stato a Panama insieme al premier".

"Berlusconi ha reso Tremonti dominus politica economica"
- E a proposito delle tensioni tra Tremonti e il resto dell'esecutivo: "Sicuramente Tremonti ha il difetto di un eccesso di personalismo - commenta il presidente della Camera - ma non è spiegabile come il premier si accorga solo oggi che quella è la sua personalità. E' Berlusconi che l'ha delegato a dominus assoluto della politica economica degli ultimi tre anni, è lui che ha abdicato al suo ruolo e ha negato la crisi fino al giorno prima che esplodesse".

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