Alemanno al Pdl: "Mai più Minetti nei consigli regionali"

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L’affondo del sindaco di Roma: "Berlusconi non diventi un alibi per la nostra mancata assunzione di responsabilità". Critiche anche per la Lega: "Dobbiamo cancellare la parola 'secessione' e riequilibrare il rapporto". GUARDA IL VIDEO

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"Dobbiamo dire con chiarezza: mai più Minetti nei Consigli regionali perché in questo modo offendiamo il Pdl e Silvio Berlusconi". La stilettata non arriva dall’opposizione ma dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in conclusione del convegno della Fondazione Nuova Italia da lui presieduta (qui il documento finale). Il riferimento, più che diretto, è al caso di Nicole Minetti, l’ex igienista dentale del premier diventata consigliere regionale in Lombardia.
Non è l’unica critica mossa da Alemanno al suo partito.
"Sono perfettamente d'accordo con le parole del sottosegretario Francesco Giro – ha detto il sindaco di Roma – sul fatto che Berlusconi non diventi un alibi per la nostra mancata assunzione di responsabilità come classe dirigente del Pdl. Abbiamo rispetto per la figura di Silvio Berlusconi. Ma un conto è rispettarlo, un altro conto è cedere al 'cerchio magico' che si è formato attorno ad un leader che, com'è naturale, attrae intorno a sé persone diverse, non tutte pronte a prendersi la responsabilità di quello che fanno e anzi a volte pronte a sfruttarlo".

"Non siamo qui per far nascere di una corrente o un'opposizione interna al Pdl. Il nostro impegno – ha continuato – è solo quello di dare risposte agli italiani e di non consegnare l'Italia alla sinistra di Vendola; non siamo 'malpancisti' ma cittadini che chiedono a Berlusconi e ad Alfano di andare avanti per tornare a vincere". "C'è bisogno di una riflessione seria - ha aggiunto - nelle prossime settimane e chiediamo che Alfano, che abbiamo votato e sosteniamo come segretario, convochi gli organismi di partito per discutere delle questioni programmatiche", per aprire "un cantiere per elaborare un programma di fine legislatura, perché crediamo sia questa la strada per vincere".

L’ultimo affondo è per la Lega, i cui vertici a partite da Umberto Bossi sono già entrati in collisione con il sindaco di Roma in diverse circostanze (su tutte il caso dei Ministeri al nord). Bisogna ripartire dall'Unità d'Italia cancellando "definitivamente dal lessico del centrodestra parole come 'secessione', premessa per la credibilità di qualsiasi progetto. Nei programmi degli schieramenti di centrodestra di tutti i Paesi europei, l'identità e l'interesse nazionale, l'Unità della Patria, sono valori centrali e fondanti. Su questi valori non sono più possibili compromessi o cedimenti".
"Bisogna riequilibrare - ha aggiunto - il rapporto con la Lega Nord, che oggi, con i propri veti e con gli slogan offensivi per l'unita' nazionale e per Roma Capitale, pesa eccessivamente sulla coalizione di maggioranza, senza per altro rispondere efficacemente alle aspettative dei ceti produttivi del Nord".

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