Governo, un altro problema: il Pdl processa Tremonti

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Durissime critiche della maggioranza per l'assenza del ministro durante il voto della Camera che ha negato l'arresto al suo ex braccio destro Milanese. Sfogo di Berlusconi: "Indecente, è un problema serio". RASSEGNA STAMPA

"Egoismo", "disumanità", "immoralità", "insensibilità": il giorno dopo la votazione sull'arresto del deputato Pdl Milanese, le accuse si sprecano. Ma non sono rivolte all'ex braccio destro di Tremonti ("salvato" dal voto della Camera).
Piuttosto, sono tutte indirizzate al ministro dell'Economia, che  giovedì 22 settembre ha disertato l'aula, causa viaggio negli Stati Uniti per un summit al Fondo monetario internazionale.

Malumori nel Pdl - E il mittente è sempre lo stesso: la maggioranza. Pdl, in testa: come riporta il Corriere della sera, Daniela Santanchè dice ad esempio che la "sua assenza è umanamente vergognosa!", mentre Guido Crosetto (che aveva già attaccato in passato Tremonti) chiosa duro: "L'assenza del ministro è un forte indicatore di quanto vale l'uomo".
E a restarci male, o meglio "nauseato" come dice lui stesso, è anche il diretto interessato, Marco Milanese, prima di minimizzare in serata di fronte alle telecamere di Porta a porta, affermando che Tremonti "era in missione assieme al ministro Frattini. Era all'estero e rappresentava l'Italia. Non mi sento di muovergli nessun tipo di critica, non mi permetto".

Berlusconi sfiducia Tremonti - A raccogliere e a sintetizzare gli umori del Pdl, ci pensa lo stesso Berlusconi (che in un primo momento aveva glissato sull'assenza del ministro). Secondo il retroscena firmato da Francesco Bei su Repubblica, il premier avrebbe raccontato ai suoi che "quando Letta mi ha riferito che Tremonti non sarebbe venuto in aula a votare, l'ho fatto subito chiamare a casa. Mi ha detto che aveva prenotato un volo della 'united' per le undici. Allora gli ho risposto: ma scusa Giulio, perché prendi un aereo di linea? Ti faccio preparare l'aereo di Stato, così vieni a votare e poi parti a mezzogiorno. Sapete cosa mi ha risposto? Mi ha mandato a quel paese!". Bei riferisce anche che ormai il presidente del Consiglio avrebbe sfiduciato il ministro, affermando: "Prima si dimette meglio è".
Riporta, e in qualche modo conferma, questa versione, il quotidiano di famiglia del premier, Il Giornale, che titola con un inequivocabile "Tremonti scappa, la maggioranza no", prima di riferire di un Berlusconi che in pieno sfogo parla di un "Giulio indecente".

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