Penati resta consigliere regionale: "La verità verrà fuori"

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L'ex presidente della Provincia di Milano, accusato di corruzione e concussione, non abbandonerà la sua carica al Pirellone. "La giustizia farà il suo corso e ho deciso, a differenza di altri, che mi difenderò nel processo". VIDEO

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"Continuerò i lavori da consigliere, fiducioso che la giustizia farà il suo corso e la verità verrà a galla". Filippo Penati, ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, ha confermato di non voler abbandonare il suo incarico in Regione. Resterà al suo posto, nonostante le accuse di corruzione e concussione che lo vedono indagato. Si era invece dimesso dalla vicepresidenza del Consiglio, carica ora affidata a Sara Valmaggi. La vicenda, partita dalle presunte tangenti che Penati avrebbe intascato per la riqualificazione dell'ex Area Falck di Sesto San Giovanni, aveva portato il Pd a sospenderlo. Ma lui replica: "Non mi sento scaricato, mi ero autosospeso".

L'ex presidente della Provincia di Milano ha anche difeso l'operazione sull'acquisto dell'autostrada Milano-Serravalle definendola "una scelta inconfutabile". A margine della seduta del Consiglio Regionale, Penati ha spiegato di non volersi tutelare tramite dichiarazioni sui media: "Non voglio entrare nella vicenda giudiziaria perché ho deciso, a differenza di altri, di difendermi nel processo". Il riferimento agli "altri" è una frecciata al suo grande accusatore, Piero Di Caterina, ospite nella trasmissione di Lucia Annunziata, in cui ha dichiarato di aver finanziato Penati con una somma di 3 milioni di euro negli ultimi dieci anni.
E proprio a Di Caterina anche il sindaco di Sesto, che dai microfoni di SkyTG24 smentisce l'accusa di essere il perno del sistema di corruzione che vede coinvolto anche Filippo Penati. (L'INTERVISTA)

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