Caso Milanese, il Pd: “Ci sarà il voto segreto”

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L’annuncio di Franceschini sulla richiesta di arresto del deputato Pdl ed ex collaboratore del ministro Tremonti, coinvolto nell’inchiesta P4. La Camera si esprimerà giovedì. Intanto il leader Bersani ribadisce: “E’ ora di staccare la spina”

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Il fine è chiaro: rompere il fronte della Lega. Per questo il Partito democratico ha deciso di chiedere giovedì alla Camera lo scrutinio segreto sulla richiesta di arresto di Marco Milanese, l'ex braccio destro di Giulio Tremonti e deputato Pdl accusato dalla Procura di Napoli di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 . L'annuncio è arrivato a sorpresa nel pomeriggio di lunedì 19 settembre quando è apparso chiaro che questa volta l'istanza non sarebbe arrivata dalla maggioranza. "Ci sarà il voto segreto sulla richiesta di arresto - ha spiegato Dario Franceschini – Martedì con gli altri gruppi di opposizione discuteremo la forma della richiesta, ma questo non è determinante", ha sottolineato, "ciò che è certo è che il voto segreto ci sarà".

I democratici hanno deciso dunque di rovesciare la strategia rispetto al 20 luglio, quando l'Aula si pronunciò sul caso di Alfonso Papa. Allora a chiedere il voto segreto furono i Responsabili e il Pdl, pensando che il Carroccio alla fine avrebbe salvato il deputato. In quell'occasione, le opposizioni decisero di rendere di fatto comunque palese il voto spingendo il tasto del sì all'arresto con l'indice della mano sinistra. I leghisti, i 'maroniani' in particolare, si accodarono e i loro voti furono determinanti per mandare Papa a Poggioreale. Quando è apparso chiaro che stavolta la maggioranza si sarebbe mossa diversamente, il Pd ha deciso di sposare la proposta già avanzata dall'Idv e scegliere la strada dello scrutinio segreto. Un'operazione ad alto rischio, perché la riservatezza del voto ha spesso giocato a favore dei garantisti. Ma c'è il precedente di Papa, quando un fetta consistente della Lega usò la libertà di coscienza decisa dal partito per appoggiare la richiesta dei magistrati.

E dagli stessi settori del Carroccio anche stavolta sono arrivati all'orecchio dei democratici segnali di disagio all'idea di salvare l'ex collaboratore del ministro Tremonti. In ogni caso, hanno fatto notare fonti parlamentari del Pd, l'opposizione sulla carta sarebbe partita svantaggiata visto che Pdl, Lega e gli ex Responsabili volendo potrebbero negare l'autorizzazione a Milanese. Meglio allora tentare comunque di mettere in difficoltà la maggioranza. La svolta è stata concordata da Franceschini con il segretario Pier Luigi Bersani. E poi condivisa con Massimo Donadi, in attesa di sapere che posizione prenderà Fli. "Speriamo che nella riservatezza del voto ognuno voti secondo coscienza e, dopo avere letto le carte, voti appunto per l'arresto di Milanese", ha spiegato il capogruppo dell'Idv che ha difeso la scelta di puntare sul voto segreto. "Non possiamo avere tutto", ha sottolineato, "vale a dire un voto palese e libero. Speriamo di avere almeno un voto un po' più libero".

Giovedì potrebbe essere, sono in molti a crederlo, uno snodo per la maggioranza. Ma che la fine della legislatura, o anche solo dell'attuale governo, sia traumatica o meno, su quale debba essere lo sbocco non tutti nel Pd hanno la stessa idea. Mentre continua a far discutere l'incontro di venerdì di Bersani con Antonio Di Pietro e Nichi Vendola alla festa dell'Idv, Bersani è tornato anche a chiedere che "si stacchi subito la spina" al governo. "C'è l'esigenza cruciale di cambio di governo 'ad horas' - ha insistito - tutto il mondo e tutta l'Italia capiscono che andare avanti così anche per poche settimane ci mette in una situazione pericolosa".

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