Opposizione, è scontro tra Di Pietro e Casini

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Il leader Idv paragona il partito dell'ex presidente della Camera a una escort. Dura reazione dell'Udc: "Si ricordi quando restituiva soldi nelle scatole da scarpe ai suoi imputati". A scatenare la querelle le future alleanze con Pd e Sel

Lite aperta tra Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini sulle alleanze nel centrosinistra. Tra dipietristi e Udc è un continuo scambio di veleni, con parole al limite dell'insulto.
I contrasti si accendono a causa della decisione di Pierluigi Bersani di salire sul palco di Vasto insieme a Di Pietro e Vendola, prefigurando così un'alleanza di sinistra per la sfida al centrodestra alle prossime elezioni.

Bersani: niente aut aut - I centristi prendono subito le distanze, ribadendo che mai parteciperanno a un'alleanza con Vendola e Di Pietro.
Bersani conferma che l'obiettivo è di lavorare con Sel e Idv per una "solida alleanza", ma non vuole aut aut e considera scorretto metterlo davanti a un'alternativa tra la scelta di Sel o dell'Udc.
"Chi ponesse questo tipo di alternativa, fosse uno o fosse l'altro - spiega - non ha capito come è messo questo Paese. Il Pd si riserva lui di valutare cosa fare".
Paradossalmente, il botta e risposta Di Pietro-Casini, avviene in una giornata in cui tutta l'opposizione è concentrata in una dura contestazione di Silvio Berlusconi, chiedendone quasi coralmente le dimissioni da premier.

Di Pietro paragona l'Udc a una escort - Di Pietro, soddisfatto di essere riuscito a recuperare Bersani, ricorre a ogni argomento pur di convincere il Pd a non farsi più tentare da Casini: "Voglio denunciare il fatto che Casini, in occasione del voto in Molise del mese prossimo, ha già scelto il centrodestra", attacca subito Di Pietro. Il leader dell'Italia dei valori invita il Pd a non inseguire il partito dei centristi che, dice, "al massimo si potrà concedere per una notte, per ottenere una poltrona".
Di fronte all'affronto, l'Udc reagisce con un attacco violento che chiama in causa il passato di Di Pietro: "Qualcuno - si legge in una nota dei centristi - dovrebbe ricordare al leader dell'Italia dei Valori i tempi in cui da magistrato si affannava a restituire soldi nelle scatole da scarpe ai suoi imputati. Ma forse quelli erano solo prestiti...".

Le reazioni del centrosinsitra - Il pm più famoso dell'ex pool 'Mani pulite' non digerisce che qualcuno getti ombre sul suo passato da giudice: "La mia carriera da magistrato è stata una carriera al servizio della giustizia e della legge e ne ho pagato le conseguenze", rileva il leader Idv, ricordando le sue dimissioni, "prima da magistrato e poi da ministro", per "correre dal mio giudice", "certo di essere innocente".
Nell'area del centrosinistra, il 'patto a tre' di Palazzo D'Avalos trova difensori e critici. Il senatore del pd Vincenzo Vita, ritiene la linea tracciata a Vasto "quella giusta". Vita è convinto infatti che la "ricostruzione di una nuova stagione dell'Ulivo" passa per la "formazione di un 'nocciolo duro', costituito dai tre partiti incontratisi alla festa dipietrista. Qualcun'altro dissente, come il socialista Riccardo Nencini: "un Ulivo fondato sull'asse privilegiato tra Pd, Di Pietro e Sel - afferma - ricalca un'esperienza che si è rivelata fallimentare proprio sul terreno programmatico e di governo".

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