Caso escort: pressing sul governo, il Pdl ora guarda all’Udc

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"Berlusconi deve farsi da parte", dicono le opposizioni. Ma anche nella maggioranza c’è chi chiede un passo indietro al premier. Mentre il ministro Sacconi rilancia il progetto di un’alleanza con Casini. Nuove carte e intercettazioni. LA RASSEGNA STAMPA

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La richiesta si fa incessante: Berlusconi deve fare un passo indietro. Perché di un "premier a tempo perso" l'Italia non ha bisogno, specie in questo momento. La richiesta arriva da più fronti dell’opposizione: il presidente del Consiglio deve salire al Quirinale a dimettersi dopo la pubblicazione delle intercettazioni (LEGGILE) nella quali si definisce, appunto, premier “a tempo perso” per i suoi impegni notturni.
Lo chiede il Pd, lo chiede l’Idv, lo chiede anche il presidente della Camera Fini. Ma per il momento il governo non sembra disposto a mollare e anzi sta cercando di fare in modo di allargare la maggioranza. È sull’Udc, il partito di Casini, che in questo momento gli occhi sono puntati. Lo dice senza giri di parole il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che parla di “aggregare tutti i moderati, partendo dall’Udc”.

Basterà? “L’epoca di Berlusconi sta terminando in un modo molto peggiore di quanto avrebbe meritato la sua rivoluzione politica”, scrive Antonio Polito sul Corriere. Anche il quotidiano milanese torna a chiedere quindi un cambio di passo perché “in una democrazia matura, il dilemma sarebbe risolto così: il partito che ha vinto le elezioni si rende conto che perderà le prossime se non cambia leader, e dunque lo cambia”.
Sui quotidiani in edicola domenica 18 settembre (GUARDA IN ALTO LA RASSEGNA STAMPA) sono riportati inoltre diversi punti di vista degli esponenti del Pdl. Sulla Stampa il resoconto da Cortina, dov’è in corso il meeting organizzato dal Pdl veneto: per molti “peones” adesso “Berlusconi deve farsi da parte”.
Su Repubblica l’intervista all’ex avvocato del presidente del Consiglio, Gaetano Pecorella, che propone un “accordo trasversale sull’immunità” per Berlusconi e poi un “governo di solidarietà nazionale con i leader migliori”.

Sui giornali non ci sono solo le reazioni della politica, ma emergono nuovi particolari dalle carte della procura di Bari. Repubblica si concentra sul ruolo di due parlamentari del Pdl, Elvira Savino e Licia Ronzulli. Non sono indagate, ma scrive il quotidiano diretto da Ezio Mauro: "I ‘cacciatori’ di ragazze giovani, belle, magre e non molto alte non erano soltanto Gianpi Tarantini o Gianpi Traversi, l'uomo che Berlusconi scambia per Tarantini al telefono e che secondo Lele Mora portò per la prima volta Ruby ad una festa ad Arcore. Ma anche due insospettabili deputate del Pdl, Elvira Savino e Licia Ronzulli, la prima che siede nel Parlamento italiano l'altra in quello europeo”.
Sul Corriere riflettori puntati anche sulle pressioni su Finmeccanica. Ma non solo. Il quotidiano riporta anche una conversazione tra il premier e la showgirl Belen. Oggetto: le raccomandazioni per lavorare in tv.

I quotidiani in edicola riportano anche una dichiarazione su Sky rilasciata da Tarantini ai pm di Bari. In proposito Sky Italia e SkyTG24 hanno smentito con una nota di aver mai offerto soldi a Tarantini in cambio delle sue rivelazioni.

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