Alfano al Pdl: "Chi non ci crede più si faccia da parte"

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Il segretario se la prende con chi negli ultimi giorni ha attaccato il premier: "Basta scagliarci uno con l’altro sui giornali". Alla Lega: "Noi siamo il partito dell’Italia e degli italiani". Berlusconi: "Con la manovra abbiamo salvato il paese". VIDEO

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(In fondo all'articolo gli altri interventi di Alfano alla festa di Atreju)

"Chi ci crede gioca la partita, chi non ci crede si metta a bordo campo e faccia giocare chi ha voglia di vincere". Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, dal palco di Atreju, striglia il suo partito sottolineando che "altrimenti va a finire che ci scambiamo interviste sui giornali scagliandoci uno contro l'altro, facendo a gara a chi dà la martellata più forte".
Per Alfano è il momento di smetterla con chi ha un'idea "nichilista e sconfittista". Bisogna dire basta con "l'aria di mestizia di qualcuno che non ci appartiene".
Bisogna dare spazio "a chi ci crede, a chi per spostare una sedia a una festa non chiede prima se c'è in cambio un posto in Parlamento". In politica, aggiunge il segretario, "non si può entrare senza un credo, altrimenti si diventa tangentisti, perché senza ideali alla fine si va dietro ai soldi". Evidente il riferimento a “malpancisti” e “frondisti” e all’intervista rilasciata dall’ex ministro dell’Interno Pisanu a Repubblica pochi giorni fa.

Nel corso dell’intervento c’è stata una stoccata agli alleati della Lega. "Lo sviluppo del Paese  - ha detto Alfano – deve essere per il Sud con il Nord. Noi siamo il partito dell'Italia e degli italiani. Ecco cosa ci distingue dalla Lega e dalle forze meridionaliste che stanno nascendo".
"La legge elettorale la possiamo cambiare per dare il massimo della rappresentanza vera tra cittadino ed eletto", ma "dobbiamo garantire che non si tolga l'indicazione del premier e della maggioranza che governerà”.

Il Pdl ricorrerà alle primarie per la scelta di tutti i candidati, ma il discorso è rinviato al 2013 per l'individuazione del candidato premier. "Entro il mese di settembre - spiega Alfano - al tavolo delle regole affermeremo il principio che tutti i nostri candidati, a sindaco, a presidente provincia, devono avere l'indicazione popolare. L'idea è che si deve passare dal “calati dall'alto” allo “spinti dal basso”, questo è il capovolgimento di prospettiva su cui lavoriamo. Sulla premiership - sottolinea - abbiamo tanto di quelle cose di cui occuparci ora, ce ne occuperemo quando arriverà il momento, cioè a fine 2012 inizi 2013".

Nello stesso giorno il presidente del Consiglio Berlusconi è tornato a farsi sentire attraverso un messaggio rivolto ai Promotori della Libertà e disponibile sul sito dell’associazione. Il premier, che martedì sarà a Bruxelles (niente incontro con i pm che indagano sulla presunta estorsione ai suoi danni), ha detto che con la manovra "abbiamo salvato i nostri conti, in definitiva, abbiamo salvato i risparmi dei cittadini italiani, abbiamo salvato l'Italia”.
"Penso che abbiamo lavorato bene  - ha detto ancora il premier - per rendere la manovra più equa possibile, sia pure con il necessario rigore".

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