Manovra, ridotti i tagli ai parlamentari

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Torna lo scontro sui costi della politica. Lunedì il testo approda in Aula, si va verso la fiducia. Il Cdm approva l'eliminazione delle Province e l'inserimento nella Costituzione del pareggio di bilancio. Apprezzamento dall'Ocse

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla manovra)

La manovra approda lunedì in aula alla Camera e già si profila una nuova fiducia. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha fissato per le 15 l'inizio della discussione generale del testo, che dovrà essere licenziato dalla commissione Bilancio al più tardi lunedì mattina, nonostante la contrarietà del Pdl che avrebbe voluto un iter più spedito.
Durissimo il giudizio del Pd che aveva garantito la chiusura del passaggio della manovra anche martedì sera a patto che fosse consentito il voto dei alcuni emendamenti e non
si ponesse la fiducia. "Siamo al paradosso di una maggioranza a brandelli che pur di blindarsi con un voto di fiducia preferisce finire più tardi", ha sottolineato Dario Franceschini. (GUARDA IL VIDEO)

Via libera all'abolizione delle province - Intanto, il Consiglio dei ministri di giovedì 8 ha approvato due disegni di legge costituzionale. Il primo, su proposta del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'Economia, introduce nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio. Il secondo su proposta del presidente del Consiglio e dei ministri per le Riforme, Federalismo e Semplificazione normativa, disciplina il procedimento di soppressione della Provincia quale ente locale statale.
La norma sugli enti territoriali dovrebbe prevedere la soppressione delle "Province" e la creazione, al loro posto, delle "Città metropolitane". Il provvedimento, in otto articoli, stabilisce che "dall'attuazione della presente legge costituzionale deve derivare in ogni Regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici ed amministrativi". Le disposizioni previste da questa legge costituzionale si applicheranno anche alle Province delle Regioni a statuto speciale, fatta eccezione per quelle autonome di Trento e Bolzano.

Pareggio di bilancio in Costituzione
- Tra le altre norme approvate dal Cdm c'è anche l'introduzione in Costituzione del Pareggio di Bilancio. A tal proposito il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che il principio del pareggio di bilancio, che "sarà introdotto nella Parte Prima della Costituzione su Diritti e Doveri dei cittadini, "non sarà solo un criterio contabile ma un principio ad altissima intensità politica e civile". "Una discussione costruttiva e rapida in Parlamento" , ha concluso il ministro "è nell'interesse del Paese".

Sconto ai parlamentari - Tra le norme che fanno discutere, però, spunta lo sconto ai parlamentari. I parlamentari-professionisti, a partire dagli avvocati, riescono infatti a limitare i danni alla loro busta paga previsti dalla prima versione della manovra. Nel maxi-emendamento approvato mercoledì 7 settembre al Senato la riduzione scende dal 50% al 20% oltre i 90mila euro e al 40% oltre i 150mila. E torna a salire lo scontro sui costi della politica. (GUARDA IL VIDEO)

Apprezzamento dell'Ocse - Ma proprio riguardo alla manovra sono arrivati all'Italia gli apprezzamenti dell'Ocse. "La manovra italiana contiene misure molto importanti che vanno nella giusta direzione" ha detto il capo economista dell'Ocse Pier Carlo Padoan. In particolare, ha aggiunto, "l'iscrizione del pareggio di bilancio nella Costituzione, l'allungamento dell'età pensionabile delle donne, e l'abolizione di fatto delle Province sono misure che dureranno nel tempo, e che daranno una sterzata giusta all'economia italiana, aumentando la credibilità e la fiducia". Padoan ha quindi sottolineato che i contenuti della manovra "sono meglio di quanto anticipato è questo è un bene. Dopo un periodo di incertezza - ha concluso - le accogliamo con favore".

Critiche dall'Upi
- Il presidente dell'Unione delle province d'Italia, Giuseppe Castiglioni, denuncia "il carattere demagogico" del ddl costituzionale approvato che abolisce le Province (GUARDA IL VIDEO). "Ci sarà un aumento della spesa pubblica - dice- e il caos istituzionale. Siamo pronti a trasferire la nostra battaglia in Parlamento". Lupi ha annunciato, per giovedì prossimo, una mobilitazione dei presidenti di provincia e dei consiglieri provinciali.  

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