Democrat o padane, le feste di partito non conoscono crisi

Pier Luigi Bersani il 31 agosto, tra gli stand gastronomici della Festa Pd a Genova
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Nell'estate dei sacrifici, i politici rinunciano (un po') alle vacanze, ma non alle kermesse estive. Dalle 2.620 feste Pd, al padano Monviso, passando per Mirabello, 'eredità' contesa tra gli ex An di Pdl e Fli. 'Format' diversi, stessa tradizione

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Crisi o non crisi, lo spettacolo della politica va avanti. Nella forma più tradizionale delle feste di partito. Perché avranno pure ridotto le vacanze per varare la manovra ferragostana, ma parlamentari e amministratori non negano a sé e ai propri elettori i classici appuntamenti estivi. Per mantenere il contatto con i militanti, tra stand e bandiere di partito. Ma anche per rendere omaggio ciascuno alla propria personale tradizione, più o meno lunga, ma comunque resistente a cambi di nome e colore politico, nonché di governi e alleanze. C’è la crisi? Si sta più attenti a far quadrare i conti. Ma la festa, non si discute, resta.

I più attivi sono senza dubbio Pd e Lega, ma grandi o piccole, kermesse di destra, sinistra e centro, proseguono per l’intera estate. E culminano, con l’approssimarsi dell’autunno e del ritorno tra gli scranni parlamentari, negli eventi più importanti, con un affollamento di comizi di leader e segretari da fare invidia ai tempi di campagna elettorale. Come questo fine settimana, quando parlano alle feste nazionali dei rispettivi partiti: Berlusconi, Alfano, Bersani, Casini e Fini.

PD – Le Feste democratiche in fatto di numeri non sono seconde a nessuno. Anche perché raccolgono la lunga tradizione delle Feste de l’Unità (la prima, nel 1945). E hanno alle spalle una macchina organizzativa che non lascia nulla al caso, come testimonia il sito internet apposito, con tanto di vademecum (preparato in occasione dell’ultima campagna elettorale) per l’organizzazione dei singoli eventi locali.

Per questa estate Lino Paganelli, responsabile Feste ed eventi del Pd, conta “oltre 2620” appuntamenti locali e tematici. Mentre la sola Festa nazionale del partito supera in genere un milione di visitatori: erano 1,5 milioni l’anno scorso a Torino e quest’anno, nella più piccola Pesaro, si spera di non essere da meno. Anche grazie al fitto programma di dibattiti e spettacoli che si dipana dal 27 agosto all’11 settembre, con apertura canora di Francesco De Gregori e tradizionale chiusura del segretario Pier Luigi Bersani (sabato 10).

Motore di una macchina organizzativa che dovrebbe costare attorno ai due milioni di euro (erano stati tre milioni a Genova nel 2009), sono a Pesaro 2.000 volontari. Impegnati per lo più nella ristorazione (2.000 i coperti allestiti), che rappresenta una delle principali fonti di autofinanziamento e insieme a sponsor e contributi dovrebbe coprire la gran parte dei costi.

PDL – Dimensioni decisamente più ridotte (200 volontari e 15 mila presenze) per la Festa della libertà organizzata dal Pdl a Mirabello (Ferrara) dal 7 al 10 luglio, nel luogo in cui si svolgeva la festa nazionale di An (tradizione ‘contesa’, vedremo, con i finiani di Fli). Costo della manifestazione? “Circa 100mila euro, coperti per il 90% dal partito – spiega il responsabile Propaganda, Alberto Balboni – E racconta favole chi dice che paga le sue feste con la ristorazione…”.

Ad ogni modo, anche il Pdl ha il suo affollamento estivo di manifestazioni (oltre a quelle regionali, ci sono quelle delle singole componenti confluite nel partito). Ma quest’anno la chiusura spetta ad Atreju, meeting organizzato da Giovane Italia, movimento giovanile del partito, che registra circa 50mila presenze l'anno ed è animato da oltre 300 volontari (a Roma, dal 7 all’11 settembre). Titolo: ‘Fate largo all’Italia che avanza’. Ospite musicale: Max Pezzali. Appuntamento politico clou: venerdì, con Silvio Berlusconi (ma conclusioni domenica affidate al neo-segretario Angelino Alfano).

LEGA – Da anni l’estate di Umberto Bossi è scandita dai comizi nelle decine di feste locali padane. Questa volta qualche appuntamento è saltato, causa gomito rotto. Ma il Senatùr, che ha aperto l’estate attorniato dai suoi sul pratone di Pontida, non mancherà, assicurano dal Carroccio, al tradizionale rito dell’ampolla sul Monviso, per la Festa dei popoli padani, il 16 settembre. Cui seguiranno, in una cornice di bandiere verdi, la discesa in motonave del Po, il 17, e l’arrivo nella ‘città Serenissima’, Venezia, il 18, con comizio finale.

Tra folklore e orgoglio leghista, sono previste “decine di migliaia” di partecipanti.

UDC – Niente festa, per i centristi. Come ormai da qualche anno, l’Udc si prepara all’autunno con una quattro giorni di lavori, dall’8 all’11 settembre, a Chianciano (Siena). Attese circa 20mila persone, provenienti da tutta Italia. Con un picco sabato, quando parlerà Pier Ferdinando Casini.

Dell’organizzazione e del finanziamento dell’evento si occupa il partito, che quest’anno in particolare, spiegano, adotta una linea di grande contenimento dei costi.

FLI – Se l’anno scorso era stata la ‘festa della rottura’, la Festa tricolore 2011 è la ‘festa della costruzione’, per il neonato partito di Gianfranco Fini. Che a Mirabello raccoglie (e rivendica, rispetto ai cugini pidiellini) la trentennale tradizione della kermesse inaugurata da Giorgio Almirante. Con 11 giorni di programma (1-11 settembre) e il lavoro di 200 giovani volontari (costo stimato: 50 mila euro). Evento clou, naturalmente, il discorso di chiusura di Fini, domenica 11.

API – Nel piccolo borgo medioevale di Labro (Rieti), simbolicamente collocato nell’Italia centrale, si è svolta lo scorso fine settimana la festa dell’Api di Francesco Rutelli. Protagonisti non solo i politici, ma anche i 200 giovani che a Labro hanno preso parte a una vera e propria scuola di formazione politica: lezioni e esperienza sul campo, dietro le quinte della kermesse. Ciascuno ‘studente’, spiega il deputato Donato Mosella, è stato ‘adottato’ da uno sponsor (industriali, professionisti, ecc.) che ha provveduto alle sue spese.

IDV – L’estate dell’Idv, aperta come tradizione dalla Festa della trebbiatura nella masseria di Antonio Di Pietro a Montenero di Bisaccia (Campobasso), si chiude dal 16 al 18 settembre a Vasto (Chieti). Tre giorni, con circa 5.000 persone attese, dai costi “contenuti”, assicura il deputato Ivan Rota, anche perché c’è da “risparmiare per le campagne referendarie”. Unico ‘lusso’, quest’anno, gli occhialini 3D per leggere i cartelloni con il tema della festa: ‘3 Dimensioni per l’Italia’.

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