Elementari, licei, università: le riforme della Gelmini

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Dal ripristino della condotta e dei voti in pagella al riordino degli indirizzi nelle scuole superiori fino alla contestatissima riforma degli Atenei: cosa prevedono i provvedimenti varati negli ultimi anni. LE SCHEDE E I VIDEO

Scuola e università: vai allo speciale

(in fondo all'articolo i quattro video con le riforme e i provvedimenti approvati dal governo)

Contestati, rifiutati, elogiati: i provvedimenti approvati dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini sono stati tra i più dibattuti degli ultimi anni.
Riguardano l’intero ciclo di formazione (scuole primarie, scuole secondarie, università). Ma cosa prevedono concretamente?

La prima riforma: scuole elementari e medie - Il primo provvedimento porta la data dell’ottobre 2008. E’ un decreto e riguarda le scuole elementari e medie. Prevede il ripristino del voto in condotta e del maestro unico alle primarie, affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese.
Con il decreto ritornano inoltre i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna inoltre il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi - sufficiente, buono, distinto, ottimo. Il decreto prevede poi la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica (''Cittadinanza e Costituzione'') e il conferimento di alcune risorse all’edilizia scolastica (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro).

Più pc e lavagne digitali - Il secondo annuncio del governo arriva invece nel settembre 2009 e verte sull’informatizzazione delle scuole medie. I ministri Brunetta e Gelmini danno conto dei nuovi stanziamenti per mini pc portatili destinati agli studenti delle scuole medie. Obiettivo? “Dotare 1.000 classi al mese per i prossimi 4 anni e arrivare entro la fine della legislatura a dotare tutti gli studenti di un pc''. Un'altra iniziativa messa in piedi dai due dicasteri è il progetto ''Servizi scuola- famiglia via web'' .
''Abbiamo previsto un contributo di 1.000 euro per le scuole secondarie per acquisire la strumentazione necessaria'' a fornire pagelle on line, registri di classe elettronici, utilizzo degli sms per le comunicazioni prof-genitori, prenotazione dei colloqui con gli insegnanti e certificati on-line.

La riforma delle scuole superiori - Nel febbraio 2010 il governo approva invece la riforma delle scuole superiori: licei, istituti tecnici e professionali. Per i primi si passa da quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) a 6: classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e delle scienze umane.
Rivoluzione anche per gli istituti tecnici: da 10 settori e 39 indirizzi si passa a 2 settori - economico e tecnologico - e 11 indirizzi. E “dimagriscono” anche gli istituti professionali: da cinque settori e 27 indirizzi si passa a 2 macro-settori - servizi e industria/artigianato - e 6 indirizzi.

La riforma dell'Università - La riforma più contestata è però quella dell’università. Porta la data del dicembre 2010 e scatena proteste in tutta Italia.
Prevede, nelle intenzioni, la lotta agli sprechi e a parentopoli; lo stop ai rettori a vita; l’autonomia delle università coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica, didattica; soldi solo in base alla qualità (gli atenei gestiti male ne riceveranno meno) e fine dei finanziamenti a pioggia; reclutamento e governance secondo criteri meritocratici e di trasparenza. Ma dai suoi detrattori viene accusata sostanzialmente di dare una copertura formale all’impoverimento dell’università.

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