Manovra, carcere per i super evasori. Online tutti i redditi

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Presentati al Senato gli emendamenti del governo al decreto per il risanamento dei conti: salta il contributo di solidarietà. Enti locali sul piede di guerra per i tagli. Berlusconi: "Opposizione criminale e anti-italiana". GUARDA I VIDEO

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla manovra economica)

Si inasprisce la lotta all’evasione fiscale, negli emendamenti del governo alla manovra economica presentati in Senato, con il carcere per chi evade il Fisco per una cifra superiore a 3 milioni di euro. E contro le critiche rivolte ai provvedimenti, il premier è andato all'attacco: "Purtroppo in Italia abbiamo un'opposizione anti-italiana" che ha un atteggiamento "criminale e che influisce negativamente sui mercati e aizza le speculazioni" (GUARDA IL VIDEO CON LE PAROLE DI BERLUSCONI).

Carcere per i grandi evasori
- Per i reati fiscali "qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro - si legge infatti nell'emendamento firmato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e dal relatore Antonio Azzolini - non trova applicazione l'istituto della sospensione condizionale della pena" prevista dal codice penale.
I comuni inoltre potranno pubblicare online sui propri siti i dati delle dichiarazioni dei redditi di "categorie di contribuenti o di redditi”.
L'emendamento alla manovra presentato dal governo prevede poi l'obbligo di indicare, nelle dichiarazioni dei redditi le banche con cui si ha rapporto. Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso di una conferenza stampa in Senato. "Nelle dichiarazioni dei redditi - ha spiegato Tremonti - dovranno essere indicate le banche con cui hai rapporti". Secondo il ministro questo costituirà un "effetto di detenzione in più perché un conto è dichiarare i redditi e un conto è la banca".

Salta il contributo di solidarietà - Salta invece, come già stabilito nel vertice di Arcore, il contributo di solidarietà del 5% per i redditi sopra i 90.000 euro e del 10% per i redditi oltre i 150.000. Restano in vigore le norme precedenti alla manovra di agosto che prevedevano una misura analoga (tetto agli stipendi e non prelievo Irpef) per i dipendenti del pubblico impiego e per i pensionati. Le risorse che arriveranno dalle nuove misure di lotta all'evasione sono "pari a quanto avremo preso dal contributo di solidarietà" ha detto Tremonti, secondo cui con le nuove misure, i saldi della manovra "resteranno invariati".

Ascolta le parole di Tremonti


Enti locali sul piede di guerra
- Sul fronte dei tagli agli enti locali, le risorse derivanti dalla Robin Tax andranno totalmente a ridurre i tagli agli enti locali e non più per metà ai ministeri. Ma restano critici gli enti locali. Secondo Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, "nella manovra c'è uno squilibrio inaccettabile tra i tagli allo Stato Centrale e quelli alle autonomie". Secondo il presidente della Lombardia Formigoni "i tagli delle manovre pesano per il 57% sulle Regioni", "chiediamo - ha aggiunto - maggiore proporzionalità" (GUARDA IL VIDEO).

Accorpamento delle funzioni per i piccoli Comuni
- Novità per quanto riguarda i piccoli comuni. Il governo ha deciso la "messa a fattor comune obbligatoria" delle attività dei comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, il che significa che dovranno unirsi per gestire tutte le funzioni amministrative.
I comuni più piccoli si dovranno aggregare in Unioni di almeno di 5.000 abitanti, 3.000 per i comuni delle unità montane. Le istanze di aggregazione dovranno essere presentate dai comuni entro 6 mesi, termine perentorio, dall'approvazione della legge di conversione del decreto. Gli organi delle nuove unioni sono il consiglio, il presidente e la giunta. Il consiglio sarà composto,inizialmente, da tutti i sindaci e 2 consiglieri per ciascun comune.

La cancellazione dei consigli e delle giunte dei comuni minori, nella nuova formulazione, prevede un allentamento: il sindaco monocratico previsto dal decreto 138 viene sostituito da un consiglio composto da sei consiglieri oltre al primo cittadino. Fra i 1.000 e i 3.000 abitanti oltre ai sette consiglieri sono previsti 2 assessori. Assessori che diventano 3 per i comuni fino a 5.000 abitanti e 4 per quelli compresi fra i 5.000 e i 10.000 abitanti.

L'emendamento per i piccoli comuni "così come è formulato, è assolutamente inaccettabile. Abbiamo chiesto lo stralcio ma questo nuovo emendamento è persino peggiore del testo originario" ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, uscendo dalla riunione tra la delegazione dell'Anci e il segretario Pd, Pierluigi Bersani, in merito ai correttivi alla manovra.

Confindustria: "Manovra inadeguata" - Durissimo anche il giudizio di Confindustria. Gli industriali, con una nota diramata al termine della riunione del direttivo a Milano, esprimono "forte preoccupazione per come viene affrontata la grave situazione della finanza pubblica italiana e della ripresa della crescita". "La manovra che si sta faticosamente profilando - si legge - appare debole e inadeguata. Alcune componenti della manovra non sono valutabili e non c'è quindi la necessaria certezza sui saldi. Mancano le misure strutturali (GUARDA IL VIDEO).

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