Civati - Renzi, è rottura tra i rottamatori del Pd

Pippo Civati e Matteo Renzi - Immagine: Fotogramma
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Il sindaco di Firenze replica, a un anno di distanza, la kermesse politica "per dare una scossa al partito". Ma questa volta non ci sarà il consigliere regionale lombardo: "Condivido poche delle cose che ha detto negli ultimi dodici mesi"

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L'anniversario della convention fiorentina che battezzo' i 'rottamatori' sancisce, se ce n'era bisogno, il divorzio fra chi i 'rottamatori' li mise insieme: il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il consigliere regionale lombardo Pippo Civati. Nel novembre scorso, le due giovani leve del Pd organizzarono - e da una consolle, a mò di dj, animarono - la kermesse 'Prossima fermata Italia', l'esordio dei 'rottamatori'. Il primo cittadino di Firenze quest'anno replica, sempre in casa, sempre alla stazione Leopolda, con una tre giorni di politica - dal 28 al 30 ottobre - "per dare una scossa al Pd". Ma Civati non ci sarà: non è stato invitato. La ruggine fra i due è di vecchia data. Poco dopo quel primo appuntamento fiorentino in cui i 'rottamatori' di tutta Italia si unirono, i fondatori si divisero. Civati organizzò una seconda kermesse, a Bologna, ma Renzi disertò, accusando l'(ex) amico di "impelagarsi in una corrente". Civati replicò poco dopo, criticando il socio di un tempo per esser andato al famoso pranzo con Silvio Berlusconi, ad Arcore.

Le distanze fra i due sono poi cresciute. Non poco. "Lo scorso anno - commenta oggi Civati - uno degli slogan della convention alla stazione Leopolda era 'prima il popolo, poi il leader': ecco, mi pare che adesso Matteo si stia occupando più del leader che del popolo". Il consigliere regionale sottolinea: con Renzi "non c'è polemica". Anche Renzi, ogni volta che ha tirato le orecchie a Civati, ha premesso che "non c'è polemica". Insomma, fra i due il bon ton è sempre stato rispettato. Meglio, quasi sempre. La nuova kermesse fiorentina dei 'rottamatori'? "L'apprendo dai giornali - risponde Civati - semplicemente, Matteo ha deciso di scegliersi nuovi compagni di strada". Del resto, Civati ammette di aver condiviso "poche delle cose che Renzi ha detto in quest'ultimo anno: non ho capito la sua freddezza verso l'esito del referendum, né la sua uscita sui cosiddetti Fantozzi della pubblica amministrazione, così come i suoi attacchi al sindacato ed il suo stare senza se e senza ma con Marchionne". L'impressione, per Civati, è che "Renzi si stia ricollocando da dove era partito, cioè in campo moderato".

Ora che le strade dei cofondatori della 'rottamazione' nel Pd sono divise, Civati spera almeno che "lo spirito della Leopolda, che è stato di vero e radicale rinnovamento, non vada perduto". Ma cosa non va fra Civati e Renzi? "Rispetto al sindaco - risponde il consigliere lombardo - ho preferito continuare a concentrarmi sul progetto anziché pensare alla leadership". Strano destino quello del giovane Civati: rottamato dal 'rottamatore'.

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