Alfano: un progetto per ridurre il numero dei parlamentari

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L’annuncio del segretario del Pdl, ospite a una festa leghista insieme ai ministri Maroni e Calderoli. Sul nodo pensioni scoppia la pace tra i due partiti: "Se la Lega non è d'accordo, il governo non può andare in questa direzione"

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Sembra stemperarsi la tensione tra Pdl e Lega e la sfida del partito di Berlusconi al Carroccio su pensioni e Iva è ormai ad una svolta, almeno stando alle parole di Roberto Calderoli che nella serata di venerdì 26 agosto alla Berghem Fest di Alzano Lombardo ha assicurato che l'intesa è vicina, a portata di mano e che verrà ratificata nel vertice di lunedì ad Arcore tra Berlusconi e Bossi.

Il ministro della Semplificazione, con il ministro dell'Interno Roberto Maroni a dargli man forte ("per la Lega il capitolo pensioni è chiuso", ha tuonato dal palco il titolare del Viminale) ha annunciato che i tagli agli enti locali sono stati "tagliati", o meglio "dimezzati" perché sono state "reperite le risorse" compensative, da Calderoli che ci ha lavorato "insieme a Berlusconi e ad Alfano".  Non è chiaro dove si vadano a reperire queste risorse, Calderoli ha fatto un generico riferimento sul carico ai "ministeri" formulando insieme un appello ("sostenetemi in questa battaglia"). Ma intanto lo stesso segretario del Pdl di fronte al niet di Maroni sulle pensioni non ha fatto una piega e anzi ha stretto idealmente la mano all'alleato: "Ciascuno in una coalizione può avere le sue idee - ha osservato - ma le decisioni si prendono insieme: se la Lega non è d'accordo su questo, il governo non può andare in questa direzione".

Parole che hanno galvanizzato la platea leghista che ha accolto con calore non solo Maroni (cori e applausi per il ministro) ma anche lo stesso segretario del Pdl che per l'occasione ha anche sfoderato un linguaggio 'padano': "Chi non ha mai pagato o ha pagato poco deve prendere la mazzata - ha detto tra gli applausi, a proposito del contributo di solidarietà – perché la crisi non può avvantaggiare i furbetti. La crisi non può essere il tempo dei furbetti".
Alfano ha spiegato che con i due ministri leghisti "ci si è accorti che era necessaria una rimodulazione del cosiddetto contributo di solidarietà, in quanto si rischiava "che dovesse pagare chi la solidarietà l'ha sempre dimostrata".

Alfano ha quindi puntualizzato che "l'impostazione della manovra rimane la stessa", ma - ha rimarcato - "stiamo lavorando per renderla più giusta e fare in modo che tutti paghino in proporzione alle proprie possibilità. L'obiettivo - ha riferito ancora il segretario del Pdl – è quello di ridurre "il più possibile il contributo di solidarietà fino a immaginare altri tipi di imposizione".
Anche sul taglio delle province novità in arrivo: Alfano  ha confermato che Berlusconi ha detto "o tutte o nessuna". "La cosa migliore è che si immagini di affidare alle singole regioni il potere di individuare un ente intermedio". Ma  tra le novità annunciate dal segretario del Pdl, quella accolta con più calore da parte dei militanti leghisti è stata l’imminente riforma per dimezzare il numero dei parlamentari. "Nella prima settimana di settembre presenteremo un progetto di riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari. Riteniamo che sia questo il numero per avere una rappresentatività parlamentare più efficace" ha detto.

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