Manovra, tutte le alternative in campo

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
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Il Pd propone di tassare i capitali scudati, mentre Luca Cordero di Montezemolo pensa a una patrimoniale. Dal paese non arrivano solo njet. Ecco i principali suggerimenti per la finanziaria. Non solo da opposizioni e sindacati

IL TESTO DELLA MANOVRA

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E' al Senato che si giocherà il primo atto della manovra da 45,5 miliardi. Una finanziaria sulla quale il governo si gioca la sopravvivenza e il Paese la possibilità di uscire indenne dalla crisi. Il ministro Tremonti ha delineato la sua strategia, impostata soprattutto su tagli agli enti locali, contributo di solidarietà da applicare ai redditi superiori ai 90mila euro e interventi sulle pensioni. Ma di fronte ha trovato le barricate non solo dell'opposizione, ma anche del principale alleato, la Lega Nord, e da diversi dissidenti interni al Pdl. Ognuno di loro pronto a opporsi alla manovra, rilanciando una propria ricetta.

Partito Democratico - Il segretario Pier Luigi Bersani ha presentato una contromanovra incentrata soprattutto sulla lotta all'evasione fiscale. Punto cardine della proposta democratica l'idea di ri-tassare i capitali nascosti all'estero e rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale del 2009. Due anni fa il condono prevedeva una tassa del 5%, ora il partito di Bersani vorrebbe sottoporre quei capitali a un'imposizione del 15%. L'introito previsto dai democratici si aggirerebbe sui 15 miliardi di euro.

Lega Nord - Anche il Carroccio punta a recuperare soldi dall'evasione fiscale. Oltre a generici tagli agli sprechi pubblici Roberto Calderoli ha proposto nei giorni scorsi una patrimoniale che vada a colpire soltanto i beni di lusso. La finalità in questo caso sarebbe doppia: da un lato avere un immediato ritorno di cassa e dall'altra dare un'arma in più per la lotta all'evasione fiscale. Un modo, dice il ministro leghista, per andare a colpire chi "attraverso i leasing o le società di comodo, non ha mai avuto nulla di intestato".

Italia dei Valori
- Di tutt'altro tono la proposta di Antonio Di Pietro che, dal suo blog, sottolinea come entro breve dovranno essere assegnati "sei nuove frequenze televisive, cinque per il digitale terrestre e l'ultima per le tv che si vedono sui telefonini o sugli Ipad." Le frequenze rischiano di venire assegnate senza introiti per lo Stato e così l'ex magistrato propone che vengano messe all'asta, in modo da scalare gli incassi dalla manovra.

Roberto Formigoni - Proposte e critiche alla manovra arrivano anche dall'interno del Pdl. Uno dei più attivi in questo senso è il governatore della Lombardia Roberto Formigoni  che, anche parlando a SkyTG24, propone di trovare fondi dismettendo beni e partecipazioni statali. Dalla vendita della Rai e delle Poste, suggerisce, si possono recuperare rispettivamente 5 e 8 miliardi di euro. "Non sono più investimenti strategici e possono rendere bene messi sul mercato" ha detto Formigoni.

Luca Cordero di Montezemolo - Ha fatto molto discutere anche la discesa in campo del presidente della Ferrari che, in un'intervista al Corriere della Sera, aveva proposto di colpire i grandi capitalisti come lui e Berlusconi. Entrando nello specifico, l'ex leader di Confindustria, ha suggerito una patrimoniale con aliquota dello 0,5% per chi ha patrimoni sopra i 10 milioni di euro. "Non si tratta di gridare dagli al ricco, ma di far sì che tutti contribuiscano. Chi ha di più è ovvio che debba dare di più" ha spiegato Montezemolo.

Confindustria - Di tutt'altro avviso invece Emma Marcegaglia, che preferirebbe un aumento della tassa sui consumi. La sua proposta è di aumentare di un punto l'aliquota dell'Iva ora al 20%. "Sarebbero esclusi tutti i beni di prima necessità - spiega -, nelle casse statali arriverebbero 4,6 miliardi di euro e non vedo proprio, con una crescita stentata allo 0,8%, come possa aumentare l'inflazione".

Cgil - Anche il sindacato di Susanna Camusso ha presentato una contro-manovra. Oltre a fare proprie proposte già lanciate da altri (come la ri-tassazione dei capitali scudati e la lotta all'evasione), la Cgil incentra la sua proposta su una serie di tassazioni dei capitali: da un lato un'imposta ordinaria sulle grandi ricchezze, sul modello francese, con aliquota progressiva solo sulla quota che eccede gli 800.000 euro, dall'altra un'imposta straordinaria sui grandi immobili il cui valore netto superi la soglia degli 800.000 euro con aliquota fissa dell'1% per l'anno 2012.

I frondisti
- Partita da un gruppo di sei deputati, l'opposizione alla manovra nata nelle file dello stesso Pdl si è andata ad ingrossare ogni giorno di più. Figure di spicco sono stati, fin dall'inizio, il sottosegretario alla difesa Guido Crosetto e l'ex ministro e co-fondatore di Forza Italia Antonio Martino. Per i cosiddetti frondisti il governo deve tornare ai suoi valori liberali. Al centro della loro proposta ci sono quindi soprattutto privatizzazioni e liberalizzazioni. E sul medio-lungo periodo suggeriscono di dare via alle riforme strutturali tante volte annunciate.

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