Milano, la commissione antimafia e i crucci di Pisapia

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Il sindaco l’aveva promessa in campagna elettorale, ma ora alcune associazioni criticano il metodo con cui la sua giunta vorrebbe creare l’organismo: "Deve essere indipendente, fuori dalle influenze della politica". E lanciano una petizione online

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di Daniele Troilo

Una commissione antimafia a Milano “competente, indipendente, forte ed efficiente”. Più facile a dirsi, a quanto pare, che a farsi.
La chiedono con insistenza alcune associazioni, su tutte Qui Milano Libera e Le Girandole che hanno anche lanciato qualche giorno fa una petizione online per sollecitare l’amministrazione guidata da Giuliano Pisapia a seguire questa strada.
Ma la situazione sembra più complicata del previsto. A parlare dell'esigenza di istituire una commissione antimafia era stato proprio Pisapia durante la campagna elettorale, che aveva così sfidato il sindaco uscente Letizia Moratti sul tema della legalità: “Il timore è che l'Expo, che può diventare una grande risorsa per il Paese, per la Lombardia e per Milano, possa essere un momento di infiltrazione mafiosa”, aveva detto a marzo il candidato di centrosinistra.

Adesso che la sua giunta ha iniziato a lavorare a pieno regime il tema è tornato più attuale che mai. Ma sui criteri di composizione della commissione sono sorte le prime difficoltà. L’amministrazione comunale infatti propone che i componenti dell’organismo siano per lo più membri consiliari, coadiuvati da un comitato più ristretto di esperti. Insomma, un modo per lasciare la politica al centro delle attività della commissione antimafia.
Una soluzione che non piace però ad alcune associazioni, tra cui anche Libera di Don Ciotti.  

“La commissione antimafia deve essere sottratta alla contrapposizione consiliare – si legge nella petizione lanciata da Qui Libera Milano - le analisi da essa pronunciate non devono subire influenze dalla politica. È per questo che sollecitiamo ulteriormente la necessità di una ridotta presenza di commissari interni”.
Sul sito di Stampo Antimafioso, diretto da Nando Dalla Chiesa, un articolo spiega dalla A alla Z il problema della commissione di Milano.
“Una città attenta deve avere il polso della situazione sulle questioni importanti che la impattano - scrive Dario Parazzoli - e visto che Milano ha il ciclo del cemento monopolizzato dalla ‘Ndrangheta ed è tra le prime cinque città per sequestro di beni confiscati alla criminalità organizzata, avere un occhio vigile sulla questione è fondamentale”. E, dopo aver illustrato le diverse posizioni della giunta e dei comitati, conclude: “La Commissione Antimafia e la sua imminente istituzione rappresenta quindi una partita politica delle più importanti per la giunta meneghina. La speranza è che questa non costituisca l’ennesima occasione mancata, per Milano, per l’Italia”.

Su Internet la caccia alle firme per la petizione a favore di una commissione indipendente passa anche attraverso Facebook. Molti gli appelli lanciati a sostegno della proposta delle associazioni, tra questi anche quello di Mattia Calise consigliere comunale, già candidato sindaco con il Movimento 5 Stelle, e quello del giornalista Andrea Riscassi. Per il momento sono state raccolte circa 500 firme.

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