Manovra, governo diviso sulle pensioni

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Formigoni rilancia la necessità di innalzare l'età pensionabile, idea che non piace alla Lega. Bersani: "Governo allo sbando". E su Facebook crescono i sostenitori del gruppo "Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria", contro i privilegi della Chiesa

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La vendita di una parte del patrimonio pubblico, un aumento dell'Iva e la riforma delle pensioni: sono tre misure essenziali per risanare i conti pubblici. Lo sottolinea l'ex ministro Claudio Scajola ai microfoni di SkyTG24.
In questi giorni a scaldare gli animi della politica italiana è ancora la manovra economica di oltre 45 miliardi che il 22 agosto inizia il suo iter parlamentare.
Sostenitore dell'ultima ipotesi al vaglio del governo, ovvero la vendita dei beni immobili dello Stato, è l'esponente del Pdl Claudio Scajola.

I numeri del Dipartimento del tesoro -
L'ipotesi di nuove vendite di Stato per fare cassa e alleggerire alcune norme della manovra, non molto condivise, potrebbe portare risorse per diversi miliardi di euro. Le operazioni di dismissione immobiliare realizzate negli ultimi anni, ma che ormai risalgono al 2002-2005, hanno portato circa 14-15 miliardi di euro. E' quanto si può calcolare in base ai dati del Dipartimento del Tesoro del ministero dell'Economia. (GUARDA IL VIDEO IN ALTO).

Scajola: Iva, pensioni e patrimonio pubblico - "Della cessione del patrimonio pubblico se ne parla da molti anni - spiega - e finora si è fatto molto poco. Si tratta di un patrimonio enorme ma è anche vero che quello vendibile è solo una parte di esso. Si parla di un valore di 40-50 mld ed è una cifra enorme". "Oggi Italiafutura propone di dismettere il patrimonio utilizzando la Cassa depositi e prestiti e potrebbe essere una soluzione per fare cassa in tempi brevi. Tutti i comuni sono indebitati con la Cassa. Se venisse fatto il cambio, renderebbe subito disponibile denaro corrente. A una condizione però: queste entrate servano a diminuire il debito pubblico e non a causare nuovi sprechi di denaro pubblico".
Secondo Scajola "se aumentassimo di un punto l'Iva lasciandola però invariata sui beni di prima necessità, potremmo guadagnare 5-6 miliardi l'anno e questo renderebbe più giusta la manovra. A mio parere l'aumento dell'uno per centro non diminuirebbe i consumi, lo ha fatto la Germania e non ha avuto danni. Ogni momento di crisi offre della grandi opportunità. Questo è il momento per fare dei cambiamenti strutturali e adeguarci all'Europa. Dobbiamo fare appello alla responsabilità di tutti, anche all'opposizione. La questione pensioni, ad esempio, si può anche decidere di non inserirla nella manovra ma è evidente che, insieme al problema del peso fiscale, presto dovrà essere affrontato". (GUARDA IL VIDEO)
Insiste, invece, sulla necessità di ritoccare le pensioni il governatore della Lombardia Roberto Formigoni.

Formigoni: innalzare l'età pensionabile - "Nessuno sta parlando di toccare le pensioni minime ma di innalzare l'età pensionabile ai livelli europei. Io credo sia doveroso e giusto". Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni condivide, a SkyTG24, l'ipotesi caldeggiata nel Pdl ma non della Lega, di rivedere il sistema previdenziale. Il governatore lombardo rivendica come "una delle idee da me indicate" la vendita del patrimonio dello Stato "perché prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini è giusto che lo Stato venda le partecipazioni non strategiche e gli immobili e io aggiungo di vendere la Rai, che renderebbe 5 miliardi, e le Poste". (GUARDA IL VIDEO)
Intanto, il Pd punta il dito contro la maggioranza:"Sono allo sbando".

Bersani e la contro-manovra - "Nel governo e nella maggioranza c'è sbandamento totale. La prossima settimana rischia di aprirsi in un'incertezza pericolosa. Per quel che ci riguarda, noi stiamo traducendo in emendamenti il nostro piano e martedì prossimo lo presenteremo all'opinione pubblica e alle forze sociali" ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani.
"Numeri alla mano - continua Bersani - il piano del Pd consente di mantenere i saldi, di dare uno stimolo all'economia e di caricare in modo equo il peso della manovra superando il prelievo Irpef e i gravi tagli ai servizi locali. Arriveremo dunque al confronto in Parlamento con le idee chiare e con soluzioni vere e praticabili. Per amor di patria, la maggioranza metta rapidamente un qualche rimedio all'incredibile babele di questi giorni".

Facebook: "Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria" -
E con il passare delle ore crescono i consensi per la pagina di Facebook aperta da un gruppo che chiede di eliminare le agevolazioni fiscali a favore della Chiesa e che al momento ha ricevuto oltre 22mila adesioni. "Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria", ha già raggiunto oltre 34mila adesioni.
"Provate a non pagare l'affitto se siete loro inquilini!", azzarda uno dei post. "Non solo Ici, ci fregano miliardi con 8 per mille", recita un altro. Non manca un consiglio: "Agli Italiani: smettetela di devolvere l'otto per mille alla chiesa!".

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