Bersani: ci opporremo con ogni mezzo ai condoni

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani
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Il segretario del Pd boccia l'idea dello scudo fiscale: "Sarebbe l'ennesimo scandalo". E si dice favorevole a una tassa sulle transazioni finanziarie. Di Pietro: "Gli evasori vadano in carcere"

IL TESTO DELLA MANOVRA

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Nel giorno del nuovo tonfo di piazza Affari, le opposizioni tornano a puntare il dito contro il governo "barca senza timoniere", attacca Pier Luigi Bersani, che porta il paese a ballare ancora di più nella tempesta finanziaria (GUARDA IL VIDEO). E sembrano chiudersi gli spiragli di confronto apertisi nei giorni scorsi. Pd e Idv stroncano l'ipotesi di uno scudo-bis come "un nuovo condono", un favore "agli evasori che invece - incalza Antonio Di Pietro - dovrebbero andare in galera".
Al di là di ricette e misure economiche, per Bersani e Di Pietro ci sarebbe un segnale politico che l'Italia dovrebbe dare per rassicurare i mercati: le dimissioni del governo. "In Europa - è l'analisi del segretario Pd - se non sarà recessione, sarà stagnazione, ma certo non tira aria di ottimismo. E noi siamo i più esposti perché C'è un problema politico". E l'inadeguatezza del governo è tale che Bersani all'inizio parla di clima "pericoloso" che rischia di sfociare in "ribellismi", poi mitiga l'allarme ribadendo però che "la cosa più preoccupante è che il governo non coglie il disagio, lo sconcerto dell'opinione pubblica che può provocare distacco dalle istituzioni".

Di Pietro: gli evasori vadano in carcere -
In attesa dell'avvio al Senato della discussione sulla manovra, l'opposizione assiste al fiorire di ipotesi e smentite nella maggioranza per correggere il decreto. Ma alla luce delle novità, per dirla alla Di Pietro, si rischia "di passare dalla padella alla brace". Uno nuovo scudo fiscale non è altro che "un regalo" agli evasori fiscali che invece vanno stanati. Perciò Di Pietro rispolvera la lista Falciani con i nomi di oltre 7 mila correntisti sospettati di evasione per risalire a chi dovrebbe pagare un'eventuale tassa sui capitali già rientrati nel 2009. (GUARDA IL VIDEO).
Così come Bersani, rilanciando la proposta Pd con un'aliquota al 20 per cento, contesta l'eventuale incostituzionalità della misura: "Porterò un elenco sterminato di casi in cui si sono introdotte deroghe al patto fiscale e al patto di cittadinanza".

Bersani: sì a imposta sui patrimoni - In attesa che il governo trovi la quadra, anche l'opposizione prova a definire contro-proposte comuni. Bersani rilancia le idee del Pd, dubbioso sull'efficacia dell'aumento dell'Iva o del congelamento del Tfr e favorevole invece ad un'imposta sui patrimoni e alla Tobin tax "anche con un'aliquota bassa" perché è giusto che paghi anche la finanza che è causa dello tsunami finanziario. Meno d'accordo invece il Pd sulla proposta dell'abolizione totale delle province, rilanciata dal leader Udc Pier Ferdinando Casini che chiede "un atto di serietà" a governo e Democratici. "Le province vanno dimezzate ma non eliminate tutte altrimenti chi interviene in caso di frana...", tiene il punto Bersani, su questo più d'accordo con lo sfoltimento deciso nella manovra.

Il governo smentisce - Il ministro Calderoli e il ministro Romani, intanto, sempre dai microfoni di SkyTG24 smentiscono l'ipotesi che sia allo studio uno scudo fiscale bis. "La manovra la scrivete voi giornalisti", ma lo scudo fiscale-bis "è una realtà virtuale, che nella manovra non c'è" dichiara l'esponente leghista. (GUARDA QUI IL VIDEO)

Scudo bis per eliminare tassa di solidarietà - L'ipotesi di un nuovo scudo fiscale, che permetta ai capitali italiani nascosti all'estero di rientrare, è emersa nella sera di mercoledì 17 agosto, negli ambienti del governo. Secondo le indiscrezioni, di fronte alle difficoltà tecniche e legali di una eventuale tassazione dei capitali scudati nel 2009, come chiesto dal Pd, sarebbe emersa l'ipotesi di riproporre un nuovo scudo fiscale. A caldeggiare l'idea, secondo alcuni quotidiani, sarebbe stato lo stesso Silvio Berlusconi, alla ricerca di una misura che permetta di eliminare (o ridurre) la cosiddetta tassa di solidarietà. L'aliquota di questo nuovo condono sarebbe tra il 7% e il 10% (nel 2009 era stata del 5%).

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