Manovra domani in Senato. Il Pd: "E' già figlia di nessuno"

Manovra economica, nella foto: Giulio Tremonti
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Schifani ha convocato l’Assemblea per la presentazione del disegno di legge di conversione del decreto. Prime indiscrezioni sul testo: dal contributo di solidarietà 3,8 miliardi di euro. Bersani attacca: “La supertassa devono pagarla gli evasori”

IL TESTO DELLA MANOVRA

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La manovra finanziaria approda nell'Aula di Palazzo Madama. Il presidente del Senato Renato Schifani ha convocato l'Assemblea alle ore 16,30 di mercoledì 17, per la presentazione del ddl di conversione del decreto sulla manovra economica. Successivamente, il provvedimento passerà alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di palazzo Madama che inizieranno l'esame del ddl a partire da lunedì 22 agosto.

Bersani: "La manovra è già figlia di nessuno" - Umberto Bossi, insultando pubblicamente il collega di governo Brunetta, ha rivelato le tensioni interne al Consiglio dei ministri. Ma a fare sentire la propria voce è stata anche l'opposizione. Pier Luigi Bersani ha detto di essere pronto al dialogo, ma a due condizioni: "Se governo e maggioranza vogliono davvero discutere con noi in Parlamento - chiarisce il leader dei Democratici - dovranno tenere conto di due condizioni: questa volta il contributo di solidarietà devono darlo gli evasori; questa volta ci deve essere nella manovra qualche cosa di strutturale per l`equita' fiscale e per la crescita e il lavoro. Se non c'è questo - ha aggiunto - faranno da soli e con una opposizione che si farà sentire".

L'impatto della manovra sulle casse dello Stato - Mentre maggioranza e opposizione si interrogano e si dividono sulle possibili modifiche da apportare, la Relazione Tecnica sulla manovra, i cui contenuti sono anticipati dall'Ansa, rende noti i numeri dell'impatto economico che i provvedimenti avrebbero sulle casse dello Stato. Il contributo di solidarietà oltre i 90.000 euro di reddito, che non piace a vasti settori del Pdl, frutterà circa 3,8 miliardi di euro. Lo slittamento dell'erogazione del Tfr per gli statali, che scelgono il pensionamento anticipato, interesserebbe invece "circa 19.000" lavoratori nel 2012.
Ecco tutti i numeri nel dettaglio:

Dal contributo di solidarietà 3,8 mld in tre anni - Il discusso contributo di solidarietà porterà nelle casse dello Stato circa 3,8 miliardi di euro nel triennio 2012-2014. Secondo la Relazione tecnica alla manovra di Ferragosto, il gettito aggiuntivo sarà di 674,4 milioni nel 2012, di 1.557 milioni nel 2013 e di 1.586 milioni nel 2014.

Slittamento del Tfr per 19mila statali - Lo slittamento nell'erogazione del Tfr di 24 mesi per i dipendenti del pubblico impiego che scelgono il pensionamento anticipato riguarda "circa 19.000" lavoratori nel 2012. "Con riferimento a coloro che maturano i requisiti nel 2012 manifestano annualmente la propensione al pensionamento", si
legge nella relazione, "i soggetti interessati sono circa 19.000. Tale numero si riduce poi con riferimento a coloro che maturano i requisiti minimi nel 2013, per effetto dell'innalzamento dei requisiti per tale anno, per ritornare a livelli attorno ai 21.000/22.000 nel 2014". Per i pensionamenti di vecchiaia o per limiti di servizio, il Tfr slitta di 6 mesi e riguarda "circa 16.500 gradualmente crescenti a circa 35.000, tenuto conto che una parte dei soggetti in esame manifesta la propensione di accedere al pensionamento successivamente alla maturazione dei requisiti minimi".

Dall'aumento dell'età di pensionamento delle donne 1,82 mld in 2021 - Il graduale aumento a 65 anni dagli attuali 60 dell'età di pensionamento per le donne nel settore privato comporterà risparmi crescenti fino ad oltre 1,82 mld nel 2021, secondo la Relazione tecnica alla manovra. Sulla base della nuova norma l'allineamento è previsto in modo graduale dal 2016 (prima era 2020) per completarsi a partire dal 2028 (prima era 2032).
I tecnici del Tesoro stimano un risparmio di 112 milioni nel 2017, 320 nel 2018, 565 nel 2019, 1.180 milioni nel 2020 e 1.825 nel 2021.

1,9 mld dalla tassazione delle rendite - L'imposta sulle rendite finanziarie che sale al 20% ma resta al 12,5% sui titoli di stato, porterà invece nelle casse statali a regime 1,9 miliardi di euro. "Il saldo complessivo di competenza su base annua derivante dagli effetti del passaggio dell'aliquota dal 12,5% al 20%, pari ad un maggior gettito di 2.196 milioni di euro, e di quelli della modifica dell'aliquota dal 27% al 20%, pari ad un minor gettito di circa 277 milioni di euro, è di 1.919 milioni di euro", si legge nella relazione. Più nel dettaglio, "nel 2012 il gettito sarà pari a 1.494 milioni di euro. Nel 2013 gli effetti di gettito saranno pari a 1.689 milioni di euro (230 milioni è la parte di gettito che si perde per la riduzione dell'aliquota sui depositi bancari per il meccanismo saldo-acconto delle banche). Nel 2014, a regime, l'incremento di gettito sarà pari a 1.919 milioni di euro".

Robin Hood tax - L'aumento di quattro punti percentuali dell'addizionale Ires (la cosiddetta Robin Hood Tax) dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 3,6 miliardi di euro nel triennio 2012-2014. Gli effetti finanziari dovrebbero essere 1,8 miliardi nel 2012 e 900 milioni sia nel 2013 che nel 2014 (GUARDA IL VIDEO).

Stretta sugli studi di settore - La stretta sugli studi di settore comporterà un incasso per lo Stato di 823,5 milioni di euro: 31,5 mln subito, nel 2011, 330 mln nel 2012 e 231 milioni sia nel 2013 che nel 2014, conteggiando il maggior gettito sia dell'Irpef che dell'Iva.
La norma che riguarda gli operatori non congrui dovrebbe spingere 70.000 soggetti a variare il proprio comportamento, e quindi a dichiararsi congrui. La norma che riguarda invece la possibilità di intervenire anno per anno sugli indicatori di normalità economica dovrebbe spingere - sempre secondo i calcoli della Rt - 150.000 dei 300.00 soggetti "dichiareranno maggiore base imponibile". In tutto ci sarebbero dunque 220.000 autonomi con dichiarazioni più alte, anche se le due norme toccano ambiti diversi e potrebbe dunque anche esserci una sovrapposizione tra i due blocchi di soggetti interessati alle modifiche sugli studi di settore.

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