Berlusconi, le tasse e la crisi... d'identità

Lo storico manifesto di Forza Italia - Credit: Fotogramma
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Mai le mani nelle tasche degli italiani, ridurremo anzi la pressione fiscale. L’economia del Belpaese? Siamo già fuori dalla crisi. Ma dopo anni di promesse e ottimismo, è arrivata la manovra di Ferragosto. Ecco come il premier ha smentito se stesso VIDEO

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(In fondo all'articolo tutti i video sulla crisi)

“Il Consiglio dei ministri darà il via libera alla riduzione delle tasse più grande della storia della Repubblica”. Era il 5 marzo 2002 e Silvio Berlusconi festeggiava con queste parole l’accordo raggiunto tra il suo governo e le parti sociali per il rilancio del paese.
Oggi, a distanza di 9 nove anni, quelle parole che sono state il cavallo di battaglia di tutta l’avventura politica del Cavaliere (“Meno tasse per tutti” strillavano i suoi manifesti elettorali) sembrano uno scherzo della storia. 

Nonostante un crescendo di promesse e dichiarazioni votate all’ottimismo anche negli ultimi mesi (vedi il video in alto) non solo Berlusconi non ha mai potuto effettivamente abbassare le tasse, ma venerdì 12 agosto ha dovuto varare con il suo governo una delle manovre più pesanti che l’Italia ricordi. Una manovra (che si aggiunge a quella varata appena un mese fa) da 45,5 miliardi. Lo stesso Berlusconi ha dovuto riconoscere la fine del suo sogno: “Il nostro cuore gronda sangue, era un vanto del governo non avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani, ma la situazione mondiale è cambiata”.
Ma da quando è cambiata la situazione? Da quando i conti in Italia hanno cominciato a non tornare? Le immagini che vi mostriamo in alto, tratte dall'archivio di SkyTG24, ripropongono alcune delle dichiarazioni in materia di crisi economica e tasse rilasciate fino a pochi giorni fa da Berlusconi e Tremonti. Sul premier sì, s’è abbattuta una crisi. Di identità.

Di seguito alcune delle dichiarazioni più recenti del premier, contraddette però dalle misure varate ora dal governo.

25 novembre 2008 – Il premier interviene all’assemblea degli industriali di Roma e dice che uscire dalla crisi economica "dipenderà dall'atmosfera che tutti noi riusciremo a creare, dalla volontà di non cambiare lo stile di vita e di non rinunciare agli acquisti".

7 marzo 2009
– “La crisi? Non è tragica come dicono i media”. Così durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

16 maggio 2009
Il premier da Mosca: "Il peggio è passato. Sono convinto che ne usciremo anche meglio". “Il governo ha fatto ciò che doveva. Abbiamo garantito che le banche non fallissero. Tutti sanno che questa crisi è dovuta particolarmente a fatti più psicologici che concreti”.

11 marzo 2010 – Parlando in occasione della presentazione della Banca del Sud, il presidente del Consiglio dice: "Il governo, quando ha cercato di diffondere ottimismo, non aveva gli occhi chiusi sulla crisi ma ha dato importanza al fattore psicologico. Dobbiamo cavalcare questo ottimismo". "Le cose migliorano e sta passando il momento di paura" ha detto e, parlando della situazione economica del Paese ha aggiunto che "c'è un risalita che non sarà veloce né fatta di grandi numeri ma è un dato di fatto".

22 maggio 2010 – “Non aumenteremo le tasse”. Il premier in un messaggio registrato ai Promotori della Libertà: "Non toccheremo né la sanità, né le pensioni, né la scuola. Manterremo i conti in ordine con una politica equa".

23 febbraio 2011
- Il presidente del Consiglio interviene agli Stati generali di Roma: "Abbiamo tenuto il Paese al riparo dalla crisi. Abbiamo le basi per costruire la ripresa. Il federalismo è la riforma chiave”.

13 aprile 2011Tremonti da Palazzo Chigi dopo l’approvazione del Documento di economia e finanza da parte del Consiglio dei ministri: “Niente lacrime e sangue per ridurre il debito”.

26 giugno 2011
– Berlusconi ai promotori della libertà: “Tutti gli organismi internazionali di controllo hanno dato dei pareri molto positivi sulla nostra attività di governo, hanno riconosciuto che nei primi tre anni di governo abbiamo operato al meglio e abbiamo posto i conti pubblici in sicurezza, al riparo dagli attacchi della speculazione internazionale”.

30 giugno 2011
- Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il varo della manovra, la prima: “Siamo stati ligi a non mettere le mani in tasca agli italiani ma qualche 'cosina' la abbiamo pensata, ma sono cose di pochissimo conto: pensavamo, per esempio, di eliminare il bollo auto ma ci sembrava logico che per grandi auto si potesse fare una piccola aggiunta”.

12 agosto 2011
– “Il nostro cuore gronda sangue”. Il premier presenta la manovra aggiuntiva: “Il provvedimento è "equilibrato, si compone di tagli e di imposizioni - ha aggiunto Berlusconi - Il nostro cuore gronda sangue, era un vanto del governo non avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani ma la situazione mondiale è cambiata. Siamo addolorati, ma soddisfatti per questa manovra. Non credo ci sarà bisogno di apporre la fiducia".

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