Bersani: "Politica italiana è cuore del problema"

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani
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Il segretario del Pd risponde al ministro dell'Economia davanti alle Commissioni parlamentari. "In Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna i governi sono cambiati". E lancia la sfida su 4 punti

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(In fondo all'articolo tutti gli interventi alla Commissione del parlamento)

Pier Luigi Bersani risponde al ministro Giulio Tremonti, che è intervenuto durante l'audizione davanti alle Commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio della Camera e del Senato. "Per fare una legge costituzionale ci in tempo da record ci vogliono sei mesi, non so se abbiamo sei settimane o sei giorni" spiega il segretario del Pd,"Noi non dovevamo arrivare qui, non c'era ragione nei fondamentali dell'Italia per cui essere così esposti nella bufera mondiale. L'economia doveva essere gestita con qualche riforma e la gestione della spesa pubblica. Questo non toglie nulla alla nostra responsabilità e al contributo che daremo".

Il passo indietro del governo - Per Bersani dunque "la situazione politica italiana è nel cuore della crisi, non possiamo essere zittiti su questo: come mai in Irlanda, Portogallo, Grecia e Spagna si è cambiato il governo? Il tema riguarda la possibilità  di chiamare il maggior numero di forze a collaborare". Ulteriore punto: "se non facciamo una seconda Maastricht a uno a uno i mercati ci mangiano tutti. Dopo l'euro c'è stata un'irresponsabile arretramento delle politiche europee."

Il posto dell'Italia in Europa - "Abbiamo bisogno assolutamente di un fondo di salvataggio dei paesi fatto dalla politica". ribadisce Bersani. "Io credo che l'Italia debba prendere di nuovo il suo posto in Europa" e "non è una cosa fisiologica il fatto che la Bce debba sostituire la politica in questa fase". "Noi siamo uno dei più grandi paesi del mondo, la settima potenza economia, e prendere dalla Bce anche le ricette oltre ai vincoli a me non sta bene. E' tempo di agire siamo già in ritardo". Bersani quindi ha rilanciato proponendo una serie di interventi articolati su quattro punti, una proposta che aveva già fatto in mattinata nel corso della trasmissione Uno Mattina.

I quattro punti del Bersani - Nella trasmissione mattutina il segretario del Pd ha dichiarato che "a un governo non deve tremare il polso. Poi noi faremo nostra parte, ma il governo deve decidere". Se il governo ha buon senso, aggiunge, "si deve prendere la responsabilità  di dare un messaggio al Paese, perché se al governo trema il polso, l'Italia va nei guai". Bersani, inoltre, sfida l'esecutivo con un piano per il risanamento basato su 4 punti programmatici.

Bersani sfida il governo -
"Noi abbiamo quattro punti", spiega Bersani. Bisogna, afferma, "partire per i risparmi non tanto dal sociale, ma dalla pubblica amministrazione, le istituzioni, i costi della politica, a partire da una norma capofila che è il dimezzamento immediato dei parlamentari. Se su questo sono d'accordo, li sfidiamo a fare in tre mesi il dimezzamento e da lì in già procedere su altri dieci punti".
Il secondo punto è quello delle "liberalizzazioni, sul serio. Sono pronto a fare un pacchetto di misure - spiega il segretario Pd - i farmaci, le professioni, l'rc auto, la filiera petrolifera sulla benzina. Abbiamo otto proposte che presenteremo".
Al terzo punto tra le proposte Pd c'è la lotta alla "evasione fiscale". "Abbiamo norme di efficacia immediata: non si dica che non si può - afferma Bersani - si può con norme ispirate a trasparenza e tracciabilità. A noi non trema il polso su questa materia, se a loro trema, se ne prendano la responsabilità".
Infine, il quarto punto, che è anche un principio generale: "Chi ha di più deve dare di più è il nostro slogan", dichiara il segretario Pd. "La cosa può avere cinque o sei sottotitoli, ma voglio prima vedere se la manovra del governo si presenta equa o se si presenta unidirezionale sui soliti. Noi abbiamo pronte quattro proposte per dire che chi ha possibilità economiche largamente superiori alla media deve dar qualcosa, perché la cosa intollerabile di questo Paese è l'egoismo sociale di alcuni strati sociali".

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