Pisapia e i rincari, i milanesi su Facebook: "Ci fidiamo"

Pisapia durante il suo primo consiglio comunale da sindaco di Milano
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Il primo cittadino ha scritto una lettera per spiegare le ragioni dell’aumento del biglietto Atm e dell’Irpef. Facendo infuriare l’ex sindaco Moratti e qualche elettore di centrodestra. Ma incassando anche il plauso del governatore Formigoni (Pdl)

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di Daniele Troilo

“Io mi fido”. Macchè… “Si stava meglio quando si stava peggio”. Fanno discutere a Milano le nuove misure adottate dalla giunta guidata dal neo sindaco Giuliano Pisapia.
E non poco. L’aumento del prezzo del biglietto dei mezzi pubblici, da un 1 a 1,5 euro, e l’introduzione dell’addizionale Irpef non sono passati inosservati e hanno scatenato gli inevitabili mugugni.
A spiegare i motivi che hanno spinto l’amministrazione comunale, insediatasi da poco meno di due mesi, a varare questi provvedimenti è stato lo stesso primo cittadino attraverso una lettera rivolta ai milanesi. Un gesto di trasparenza, non il primo del nuovo corso a Palazzo Marino, che comunque ha raccolto l'apprezzamento di molti (tra cui il governatore della Regione Roberto Formigoni).
“Non sono decisioni facili”, ha spiegato Pisapia nella missiva (leggila qui integralmente), illustrando anche le ragioni tecniche che hanno portato a queste scelte: “Il bilancio che abbiamo trovato era un bilancio non veritiero, le entrate più importanti semplici voci astratte. […] La Moratti aveva annunciato 48 milioni di attivo mentre c’era un disavanzo di 186 milioni di euro . A questo si è aggiunta la manovra del Governo […] Ma la cosa più difficile sono i vincoli che siamo costretti a rispettare per quello che si chiama Patto di stabilità”.
La lettera con le accuse alla precedente amministrazione non deve essere andata giù all’ex sindaco Letizia Moratti che infatti ha voluto replicare: “Il Sindaco Giuliano Pisapia mente sapendo di mentire […] e dovrà rispondere politicamente e nelle sedi opportune di queste  sue plateali menzogne che hanno il solo obiettivo di creare un alibi per una manovra fiscale e tributaria che ha imposto alla Città senza nemmeno aver avuto la decenza di dire quale è il suo progetto di sviluppo per Milano”.

Nel bel mezzo delle polemiche politiche però ci sono i cittadini, sui quali ricadranno direttamente le scelte della nuova amministrazione. E che su Facebook, sia sulla pagina dell’ex sindaco Moratti sia su quella dell’assessore Stefano Boeri (Pisapia non ha postato la sua lettera sul social network, ma solo sul suo sito) le hanno commentate. Dividendosi, com’è ovvio.

“L'onestà di questa lettera mi fa capire la vostra buona fede. Siamo con te e con voi, rilanciamo Milano e facciamola invidiare in tutto il mondo”, scrive Roberto. “Tranquillo, sindaco – aggiunge Alberto – Non è che tutti i milanesi siano lì con il fucile puntato ad aspettare il passo falso: ti sei spiegato, per quanto mi riguarda sono convinto. Poi certo, farete errori; ma ne facciamo tutti, e sinceramente credo che io ne farei di più di te”.
"Io mi fido", dice Natalia. E anche Luigi lo dice chiaro e tondo: "Io mi fido, possibile però che non c'era modo di evitare l'aumento dei biglietti?".
Non mancano i commenti negativi, come quello di Gabriele: “Caro sindaco, altrettanto sinceramente le posso dire che il vento non sia cambiato granché anzi sembra il classico avvicendamento al potere con accuse ai precedenti e promesse disattese”. Stefano invece va nel dettaglio: “Non mi pare veritiera l'affermazione secondo cui l'unica strada concessa alla Giunta sia quella di aumentare l'Irpef. Infatti la legge consente anche di rivedere gli estimi catastali, laddove abitualmente in questa città le abitazioni di pregio sono soggette ad una tassazione ridicola. Di questo la lettera del sindaco non fa cenno, anche se si tratta di una delle proposte avanzate dalla stessa giunta e poi rinviata sine die”. Fabio, “da economista”, concorda con lui.
E per quanto riguarda la Moratti? Anche sulla sua pagina di Facebook sono piovuti molti commenti in calce alla sua replica al sindaco. “Milanesi, godetevi il comunismo”, dice Filippo. “Auguri, l’avete votato ora portatene le conseguenze”, rincalza Stefano. In mezzo qualche consiglio (“Letizia perché non fate volantinaggio come fanno loro?”) e anche un’amara constatazione: “Ma questo buco, noi poveri mortali, come facciamo a controllare se esiste o meno?”.

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