Bossi: "La guerra in Libia voluta da Napolitano"

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Per il leader della Lega, il premier era contrario al conflitto e a volerlo è stato il capo dello Stato. Poi propone una tassa sul fumo al posto del ticket. Berlusconi, secondo il Corriere della Sera, teme la vendetta di Gheddafi: "Vuole uccidermi"

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"Berlusconi non voleva la guerra in Libia. E' il presidente della Repubblica che l'ha voluta, giusto per non fare nomi". Parola di Umberto Bossi nel corso di una festa della Lega in Brianza. Bossi ha anche aggiunto che il conflitto cesserà a settembre (fino a quella data è stato votato, finora, il rifinanziamento della missione). "Noi - ha spiegato - abbiamo chiesto di ridurre le tasse, bisogna trovare i soldi e abbiamo pensato di trovarli non partecipando a guerre". Il primo passo in questa direzione è il fatto che "a settembre cessa la guerra con la Libia che è  costata un miliardo". "In America la Camera ha negato ad Obama i soldi per la guerra - ha proseguito - e la dobbiamo pagare noi? Che si arrangino! Quando finiscono i soldi finiscono le guerre e noi i soldi li abbiamo finiti da tempo". Poi Bossi prova a gettare acqua sul fuoco : "Col presidente della Repubblica ho sempre avuto un ottimo rapporto e intendo mantenerlo".

E per quanto riguarda la necessità per lo Stato di recuperare risorse, la Lega Nord dichiara guerra al ticket sulla sanità inserito nella manovra finanziaria. "Non lo vogliamo" dice chiaramente Umberto Bossi che per recuperare quei soldi per le casse dello Stato, propone invece una tassa sul tabacco, e nonostante sia un fumatore incallito di sigari Garibaldi si dice pronto al sacrificio. "Secondo me il ticket non passa come lo ha detto Tremonti, piuttosto aumentiamo il costo del tabacco. Di fronte alla sanità, sono disposto a pagare di piu' un vizio" ha detto il senatùr.

Intanto, a proposito della guerra in Libia, secondo un retroscena sul Corriere della Sera, proprio il premier Berlusconi  sarebbe preoccupato per la sua vita e per quella dei suoi figli, nel timore di ritorsioni di Gheddafi. Il raìs, secondo il premier, non gli avrebbe perdonato il tradimento e avrebbe dato disposizioni di ucciderlo. Secondo Francesco Verderami che firma l’articolo, l premier sostiene: "Lo so da mie fonti certe", che non sarebbero dunque quelle ufficiali dell’intelligence. Una nota di palazzo Chigi ha però smentito la notizia.

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