Giustizia, Palma: "Basta scontri pm-politica"

Il nuovo ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma
1' di lettura

Il nuovo Guardasigilli, intervistato da diversi quotidiani, annuncia: riforme condivise e dialogo con l'opposizione. Sulle intercettazioni spiega: "Lo strumento è indispensabile ma bisogna eliminare le anomalie". Giovedì 28 il giuramento da Napolitano

Guarda anche:
Giustizia, Palma nuovo ministro. Bernini alle politiche Ue
Foto: chi sono i nuovi ministri

Più garanzie per i parlamentari sotto inchiesta, la questione dell'abuso delle intercettazioni e quella del passaggio dalla politica alla magistratura, la depenalizzazione dei reati minori per svuotare le carceri. Il nuovo Guardasigilli Francesco Nitto Palma - intervistato da Corriere della Sera, Stampa e Mattino - affronta i nodi della Giustizia.

Dopo il giuramento, nel pomeriggio di giovedì 28 luglio, "la prima cosa che farò sarà dimettermi dalla magistratura. E non rientrerò più", afferma Palma, secondo cui "il problema del magistrato in politica va risolto con una legge che stabilisca i percorsi d'ingresso in rapporto ai collegi elettorali dove il candidato ha esercitato la sua attività di magistrato, sia per quanto riguarda il rientro in magistratura dopo l'esperienza politica".

"Credo che a tutti stia a cuore - rileva il neoguardasigilli - la terzietà del giudice e francamente come essere giudicati terzi se poi in politica si fanno scelte di parte?". Per il nuovo ministro, "il contrasto tra magistratura e politica deve finire". Per questo "mi impegno ad avere un dialogo chiaro con l'opposizione politica e principalmente con la magistratura e l'avvocatura".

L'obiettivo, sottolinea, è "varare le riforme che rispondano al principio costituzionale del giusto processo, che puntino a velocizzare i processi nel rispetto dei diritti su tutte le parti". Per i parlamentari sotto inchiesta, Palma pensa a maggiori garanzie. "Un giudice chiede l'arresto di un parlamentare e il Parlamento dice no, ma l'indagine e il processo vanno avanti lo stesso", osserva. "Non sarebbe meglio immaginare di spostare la competenza territoriale e far proseguire il processo davanti a un altro giudice?".

In merito al processo lungo, "in Senato sentirò le ragioni dell'opposizione", assicura Palma. "Sono disposto a ragionare su tutto, sono disposto anche a cambiare idea se mi dimostrano che le norme, sul piano tecnico, sono contrarie alla Costituzione, sono causa di inefficienza e del mancato raggiungimento di un verdetto giusto".

Quanto alle intercettazioni, "lo strumento è indispensabile ma bisogna eliminare le anomalie. Intercettare è un sistema rapido ma deve essere usato eccezionalmente". Altra questione sul tavolo è il sovraffollamento delle carceri. "Metterò a punto un programma di depenalizzazione dei reati minori per svuotarle", promette Palma. "L'inefficienza dell'elefantiaca macchina della giustizia dipende dall'eccessiva criminalizzazione, cioé dal fatto che le leggi prevedono la sanzione penale per violazioni che negli altri paesi sono punite con sanzioni amministrative o civili".

Leggi tutto