Giustizia, Palma nuovo ministro. Bernini alle politiche Ue

Il nuovo ministro di Grazia e Giustizia Nitto Palma
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Prende il posto di Alfano, che passa alla segreteria del Pdl. Le prime parole del neo Guardasigilli: "Lo scontro politica-magistratura deve finire". Dicastero senza portafoglio (politiche comunitarie) anche per l’ex finiana rimasta con il Cavaliere. FOTO

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E' Nitto Palma il nuovo ministro della Giustizia in sostituzione del dimissionario Angelino Alfano, passato alla segreteria politica del Pdl. Il presidente del Consiglio Berlusconi è salito al Quirinale per comunicare la nomina al capo dello Stato. Napolitano ha firmato il decreto di nomina di Palma e dell'onorevole Anna Maria Bernini alla carica di Ministro senza portafoglio. La Bernini avrà la delega alle politiche comunitarie, rimaste scoperte da mesi dopo le dimissioni di Andrea Ronchi.

Il neo Guardasigilli: "Basta scontro politica-magistrati" - "Il tempo dello scontro tra politica e magistratura deve cessare". Sono le prime parole, rilasciate all’Agi, del neo ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma che annuncia il suo nuovo “programma” che ha intenzione di portare avanti dal dicastero di via Arenula. "Ognuno di noi - spiega Palma - nell'ambito delle proprie responsabilità deve farsi carico dell'enorme problema della giustizia e quindi deve affrontare le necessarie riforme". Il ministro - che giovedì 28 luglio presterà giuramento davanti al Capo dello Stato Giorgio Napolitano – si dice "assolutamente disponibile in piena lealtà e senza riserve mentali a confrontarsi sia con l'opposizione sia con l'Associazione Nazionale Magistrati. Abbiamo il dovere tutti - sottolinea - di collaborare lealmente per il bene del nostro Paese".
Alla domanda se aderirà alla richiesta dell'opposizione di cambiare la linea portata avanti fino ad oggi dal suo predecessore Angelino Alfano, il neo ministro risponde: "Ho troppi anni e troppa esperienza, sia da magistrato che da politico, per cadere nel gioco propagandistico dell'opposizione. Considero l'operato di Angelino Alfano di indiscusso livello e sono onorato nel succedergli come Guardasigilli. Nessuno pensi di essere più bravo, più etico e più onesto di altri. La propaganda politica è cosa diversa dal corretto confronto sulle norme e sulla loro sintonia costituzionale, ovvero sulla loro finalizzazione ad attuare i principi sul giusto processo”.

"Condivido le parole di Napolitano" - Francesco Nitto Palma poi ricorda le recenti parole del Capo dello Stato riguardo al tema dell'ingresso in politica dei magistrati e della loro ricollocazione nell'uscita dalla politica, e quindi afferma: "Condivido fino in fondo le parole del presidente della Repubblica ed è per questo che assumerò tutte le iniziative necessarie per risolvere questo delicato problema che tanta acqua porta al mulino delle tensioni tra politica e magistratura. Per dare un senso concreto alle mie parole - afferma Palma - dopo il giuramento, al mio ingresso al ministero chiederò agli uffici di effettuare tutti i conteggi previdenziali per consentirmi in breve tempo di dimettermi dall'ordine giudiziario. Il magistrato che entra in politica perde oggettivamente la sua apparenza di terzietà e, a mio avviso, una volta che smette l'attività politica non può tornare ad indossare la toga".

Maggioranza divisa sul nuovo Guardasigilli - Sulla nomina dell’ex magistrato a Guardasigilli il Pdl appare diviso. "Un altro socialista. Siamo ormai al monocolore", è stato già nella mattinata di mercoledì 27 luglio il commento di Renato Farina, deputato del Popolo della libertà. E sono in molti a vedere in questa scelta una sorta di "tirare a campare". 
Ostile a Palma anche la Lega. Secondo indiscrezioni, diversi parlamentari maroniani vedrebbero infatti nel nuovo ministro un uomo di Cesare Previti e delle leggi ad personam di Berlusconi.
Soddisfazione invece da parte di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, secondo cui Nitto Palma potrà essere un ottimo ministro della Giustizia: come magistato, come politico, come uomo delle istituzioni e come sottosegretario all'interno ha dimostrato serietà e concretezza".

Il Pd: ora blocchi il processo lungo - "Sarebbe un pessimo segnale se la nomina del nuovo ministro di Grazia e Giustizia fosse accompagnata dall'approvazione del processo lungo. Su questo si potrà cominciare a misurare se c'è o non c'è un cambiamento di passo  rispetto al passato e l'autonomia del nuovo ministro". Così Donatella Ferranti, capogruppo Pd nella commissione Antimafia, dopo la nomina di Francesco Nitto Palma.
"Visto che è stato nominato il nuovo ministro della Giustizia a cui diamo i nostri auguri perché ne ha molto bisogno – aggiunge il senatore democratico Giovanni Legnini - domando alla presidenza di richiedere che il nuovo Guardasigilli sia presente in Aula per partecipare alla discussione e domani, in sede di replica, conoscere qual è la sua opinione e quella del governo su un provvedimento che potrebbe definitivamente disastrare la giustizia italiana".

No dell'Italia dei Valori - Netta la bocciatura da parte dell'Idv che, per bocca del suo capogruppo alla Camera, Massimo Donati, sostiene che "con la nomina a ministro della Giustizia di Nitto Palma, che negli anni passati lasciò traccia di sé in Parlamento solo per essersi reso promotore di alcune norme ad personam a tutela di Cesare Previti, possiamo dire che, per quanto riguarda la giustizia, il centrodestra continua a percorrere la solita strada. Con lui o con Alfano non cambia nulla a Via Arenula. Una nomina in assoluta coerenza con chi lo ha preceduto".

Le dimissioni di Alfano
- Poco prima dell'ufficializzazione del nome di Palma, Angelino Alfano, aveva rassegnato le sue dimissioni da Ministro della Giustizia con una lettera consegnata al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Carissimo Presidente - scrive Alfano - a ragione dell'incarico di Segretario politico del Pdl, di recente conferitomi, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Ministro della Giustizia, in considerazione della specificità e dei compiti che allo stesso sono riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale e che mi fanno ritenere tale funzione di Governo incompatibile con un così¬ rilevante incarico politico. Con profonda gratitudine. Angelino Alfano".

Chi è Nitto Francesco Palma - Nato nel 1950 a Roma, Nitto Francesco Palma (guarda la sua scheda sul sito del Senato) è stato sostituto procuratore della Repubblica al Tribunale di Roma. La sua carriera politica è iniziata nel 2001, come deputato della Casa della libertà. Eletto senatore del Pdl nel 2008, fino a oggi ha ricoperto la carica di sottosegretario al Ministero degli Interni con delega al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile.

Chi è Anna Maria Bernini - Figlia del giurista ed ex ministro al Commercio con l'Estero del primo governo Berlusconi Giorgio Bernini, Anna Maria (guarda la sua scheda sul sito della Camera) è avvocato civilista e amministrativista, nonchè professore associato di Diritto pubblico comparato all'Università degli studi di Bologna, la città in cui è nata nell'agosto 1965. Vicina a Gianfranco Fini e tra i promotori della fondazione Fare Futuro, al momento della rottura tra Berlusconi e Fini il neo-ministro decide di non passare a Fli e di restare nel Pdl, dove ricopre l'incarico di portavoce vicario. Nel 2010 il partito la candida, senza successo, alla presidenza dell'Emilia Romagna contro il governatore del centrosinistra Vasco Errani.

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