Afghanistan, cordoglio e polemiche. La Lega: "A che serve?"

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Dopo la morte del caporal maggiore David Tobini si infiamma il dibattito politico alla vigilia della discussione al Senato sul finanziamento delle missioni all’estero. L’Idv: "Riportiamo a casa i nostri militari". Il Pd: "Governo riferisca in Aula"

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La morte in Afghanistan del caporal maggiore David Tobini e del ferimento di altri due parà italiani, scuote la politica alla vigilia della discussione al Senato del decreto sulle missioni all’estero, dopo il rinvio della scorsa settimana in assenza di un accordo della maggioranza sul rifinanziamento per il no della Lega.
Alcuni esponenti del Carroccio, appresa la tragica notizia, sono tornati a esprimere le loro perplessità sulle missioni e si attende di capire dunque quale sarà l'atteggiamento della Lega in vista del voto in aula a Palazzo Madama.

Il presidente della commissione Esteri della Camera, il leghista Stefano Stefani, ha subito espresso "sgomento e cordoglio alla famiglia del giovane militare" ucciso in Afghanistan. Ma si è chiesto: "Ma tutto ciò serve? O muoiono invano?". "Al di là degli sbandierati progressi nel passaggio di competenze alle forze armate di Kabul – ha aggiunto –  la situazione resta pericolosissima. C'è insomma da chiedersi se, data per scontata l'agenda di disimpegno dell'Italia dal pantano afghano, si può ancora proseguire in una strategia che lascia i nostri ragazzi troppo esposti e, di converso, poco tutelati contro un nemico che non ha regole".

Una replica indiretta è arrivata dal ministro degli Esteri Franco Frattini: “Se gli afghani possono guardare con speranza al proprio avvenire lo dobbiamo anche e soprattutto al sacrificio dei soldati impegnati nella missione di pace". "Il prezzo che stiamo pagando è altissimo, per un obiettivo che riveste un senso ed un significato nei quali la comunità internazionale si riconosce profondamente", ha aggiunto il ministro degli Esteri. "E' dunque con commozione e riconoscenza sinceri e non retorici che ci stringiamo attorno ai familiari del militare che oggi ha perso la vita".

Anche il Partito Democratico, a voce del suo responsabile per la Sicurezza, Emanuele Fiano, “conferma il proprio appoggio alla partecipazione italiana alle missioni di pace all'estero”. Ma “non può non porsi anche con forza una drammatica domanda sui livelli di sicurezza delle nostre truppe in quei teatri, su cui il ministro La Russa dovrebbe riferire con urgenza in Parlamento”.
E anche l’Idv chiede subito al governo di riferire in Aula. “Questo ennesimo lutto non può non essere accompagnato anche dall'assunzione di una responsabilità politica su una missione per cui i nostri militari stanno pagando un prezzo troppo alto”, dice il presidente dell’Idv al Senato Felice Belisario. “L'Italia dei Valori - conclude - oggi, come ieri, torna a chiedere una exit strategy in sicurezza per i nostri militari: dobbiamo andare via subito dall'Afghanistan, senza se e senza ma".

“Davanti a quanto è successo bisogna solo inchinarsi e manifestare rispetto a chi cade per la patria. Ma le missioni militari all'estero non possono essere messe in discussione", ribatte il capogruppo alla Camera di Popolo e Territorio, Silvano Moffa.
Ma in un giorno di lutto per il Paese, i riflettori sono tutti puntati sulla Lega. È sul partito di Bossi che si concentrano gli interrogativi sulla tenuta della maggioranza. Solo una settimana fa, il voto favorevole alla Camera sulla richiesta di arresto per il deputato del Pdl Alfonso Papa.
Le parole del ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, provano a tranquillizzare la maggioranza: "Sul tema delle missioni come Lega Nord abbiamo ottenuto il rientro di almeno 2070 nostri militari già entro la fine di quest'anno, una riduzione degli stanziamenti per le missioni internazionali e la definizione della durata della missione in Libia e quindi, proprio per questo, e per senso di responsabilità, rivoterò il decreto di rifinanziamento delle missioni militari". "Ma - aggiunge - il ministro La Russa deve continuare ad operare per il completamento di una exit strategy che dovrà portare ad una sostanziale riduzione del numero dei nostri soldati impegnati in missioni internazionali già dal prossimo anno, partendo proprio dalla missione in Afghanistan", conclude Calderoli.

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